La polemica

Studio sui tumori, «Ironia sul Comitato etico e distruzione dei dati: non è corretto»

Il sindaco Rozzino e la consigliera Crema molto critici nei confronti di Salerno e Gavazza

Studio sui tumori, «Ironia sul Comitato etico e distruzione dei dati: non è corretto»

Il dibattito politico a Torrazza Piemonte si accende nuovamente attorno alla gestione della salute pubblica e alla conduzione degli studi epidemiologici, vedendo contrapposte la maggioranza e l’opposizione in un confronto che tocca temi di trasparenza e rigore metodologico.

Studio sui tumori, «Ironia sul Comitato etico e distruzione dei dati: non è corretto»

La consigliera delegata alla sanità Claudia Crema è intervenuta con fermezza per replicare alle recenti perplessità sollevate dalla rappresentante della minoranza Martina Gavazza, chiarendo i motivi che hanno spinto l’Amministrazione a cambiare rotta rispetto al passato. Al centro della disputa vi è il rapporto con il precedente incaricato, il dottor Christian Salerno, e la gestione dei dati raccolti durante le rilevazioni degli anni scorsi, una questione che per Crema presenta ancora diversi punti d’ombra mai del tutto chiariti.
La delegata alla sanità ha spiegato come l’amministrazione abbia inoltrato richieste specifiche al professionista che si era occupato delle indagini precedenti, proprio per fare luce sulla documentazione prodotta con risorse collettive.

La polemica

«La consigliera comunale Martina Gavazza ha ironizzato sul comitato etico. Noi però al dottor Cristian Salerno, che ha eseguito gli studi precedenti, abbiamo mandato una mail con due quesiti: visto che era stata realizzata a spese dei contribuenti la stampa dei questionari che poi noi consiglieri abbiamo distribuito casa per casa, questi erano fondamentali per lo studio Caso-Controllo, cioè l’ultimo realizzato da Salerno. Quei documenti, dunque, appartenevano all’Amministrazione comunale, ma non sono mai stati allegati agli studi. Noi ci aspettavamo invece che ci fossero. Lui ha risposto di averli distrutti per questioni di privacy, peccato che i questionari fossero anonimi. Abbiamo ribattuto che quel materiale era stato realizzato con soldi pubblici e che noi volevamo conservarlo; inoltre, nelle varie telefonate e nei messaggi inviati al sindaco Massimo Rozzino, non si era mai parlato della distruzione del materiale» ha sottolineato Claudia Crema, mettendo in evidenza una gestione della documentazione giudicata non soddisfacente.

La polemica si sposta poi sulla validità autorizzativa delle procedure seguite nel 2019, punto sul quale la maggioranza attende ancora delucidazioni ufficiali per comprendere se i protocolli allora vigenti siano stati rispettati integralmente. Secondo Crema, il ruolo degli organi di controllo non può essere considerato marginale o facoltativo quando si tratta di indagini scientifiche sulla popolazione.

«La seconda richiesta inviata è relativa invece alle autorizzazioni per gli studi epidemiologici condotti nel 2019 e per quelli successivi. Lui non ha ancora dato una risposta, ma il ruolo del Comitato etico è fondamentale perché è l’organo che decide se lo studio si possa effettuare o meno. È imprescindibile e stiamo aspettando una risposta dall’8 maggio. Di questo abbiamo chiesto conto anche a Martina Gavazza che, come delegata del sindaco, aveva collaborato attivamente, ma lei ne ha preso le distanze» ha proseguito la consigliera di maggioranza insieme al sindaco Rozzino, criticando l’atteggiamento della collega di minoranza.

La scelta di Gulino

In ultima analisi, Crema e Rozzino hanno voluto difendere con forza la scelta dell’attuale consulente, il dottor Giuseppe Gulino, individuato per portare avanti un nuovo capitolo della ricerca epidemiologica cittadina all’insegna dell’eccellenza professionale e dell’alternanza degli incarichi prevista dalle normative. La scelta di non rinnovare la collaborazione con il precedente esperto è una precisa volontà politica e tecnica volta a garantire la massima qualità possibile ai cittadini di Torrazza Piemonte.

«Vorremmo capire perché Martina Gavazza continui a ribadire la sua posizione chiedendo perché non abbiamo affidato il nuovo incarico ancora a Salerno e perché sia stato scelto Gulino. La risposta è molto semplice: abbiamo deciso di effettuare uno studio diverso con un nuovo professionista, un medico epidemiologo tra i migliori in Italia. È una persona con un curriculum esemplare. E poi, non vige sempre il principio della rotazione? Dunque, abbiamo rispettato anche questo» ha concluso Crema, ribadendo la piena fiducia nell’operato del nuovo specialista.

Carema ha poi precisato che “Per correttezza  dichiaro che nel dettaglio a Gavazza l’amministrazione comunale non ha mai inviato richiesta di chiarimenti in merito al Comitato Etico poiché non era di sua competenza, altresì la richiesta fu invece inviata a Salerno responsabile dell’ allora studio epidemiologico”.