lutto

Maria Rosa Querini Borri, la signora del restauro che salvava le opere impossibili

La notizia della sua scomparsa ha toccato profondamente non solo il mondo della cultura, ma anche l'intera comunità locale

Maria Rosa Querini Borri, la signora del restauro che salvava le opere impossibili

La notizia della sua scomparsa ha toccato profondamente non solo il mondo della cultura, ma anche l’intera comunità locale: oggi tutta la collina del Chivassese e dell’Astigiano piange una donna straordinaria. Si è spenta a 95 anni Maria Rosa Querini Borri che, insieme al marito Guido Nicola, nel 1947 ha fondato il Laboratorio di Restauro Nicola di Aramengo, un centro d’eccellenza che ha reso famoso questo angolo di territorio in tutto il mondo.

L’amore per l’arte

Maria Rosa proveniva da una famiglia torinese di antiquari, artisti e musicisti. Arrivò ad Aramengo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il nonno decise di rifugiarsi in campagna per sfuggire ai bombardamenti di Torino, portando in salvo le opere della sua galleria d’arte. Fu proprio tra queste colline che Maria Rosa incontrò Guido, l’amore della sua vita, trasmettendogli la passione per la conservazione delle opere d’arte.

La specialista dei restauri più difficili

Mentre il marito Guido era un punto di riferimento per il restauro dei dipinti, Maria Rosa divenne un’esperta in interventi difficilissimi su carta e tessuti. Nella sua carriera ha lavorato per grandi artisti come Casorati, Colombotto Rosso e Merz, e ha restaurato le antiche e fragili bandiere storiche custodite

Negli anni Settanta, Maria Rosa compì un’impresa memorabile. La Soprintendenza le affidò il restauro di 140 disegni di Tanzio da Varallo, molti dei quali erano dipinti su entrambi i lati del foglio. Per evitare di coprire e sacrificare uno dei due lati con la tela di supporto, usò lame sottilissime per dividere in due lo spessore del foglio. Un’operazione rischiosa ma di grande successo, che dimostrò la sua straordinaria manualità.

Il profondo legame con la sua terra

Sposata a soli 16 anni, Maria Rosa ha condiviso l’intera vita e il lavoro con il marito, preferendo sempre l’operosità del laboratorio ai riflettori. Oggi la sua scomparsa lascia un grande vuoto in tutta la zona del Chivassese, dove era stimata e benvoluta per la sua schiettezza e per aver portato prestigio all’intero territorio. Il laboratorio di Aramengo continua la sua attività guidato dai figli Gianluigi e Anna Rosa.