terra di nessuno

Si sdraia tra le auto (anche nuda) e fa i bisogni davanti ai negozi

Il centro ostaggio di una donna con seri problemi

Si sdraia tra le auto (anche nuda) e fa i bisogni davanti ai negozi
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Anche se la strada scelta da chiunque debba occuparsi della sicurezza in città sembra essere questa, il «non fare nulla» non sembra portare a risultati degni di nota.

Il moltiplicarsi degli episodi di disagio in centro

E così, come se non bastassero le risse che scoppiano ogni giorno in pieno centro (a dire il vero a prendere botte è quasi sempre lo stesso quarantenne, già coinvolto in vari e gravi fatti di cronaca), da qualche settimana i commercianti e i residenti nell’isola pedonale devono fare i conti con una donna, di probabile origine greca e con oggettivi problemi di salute, che in estrema sintesi «ne combina di tutti i colori».

Qualche settimana fa, forse poco dopo il suo arrivo in città, si era sdraiata a terra (completamente nuda) nei pressi del passaggio a livello della ferrovia per Asti, in corso Galileo Ferraris, per poi ripetere la scena (questa volta vestita) sulla provinciale per Montanaro. A seguire, sono state numerose le segnalazioni alla Polizia Locale legate a suoi comportamenti, diciamo, poco ortodossi. Venerdì scorso, ad esempio, ha pensato bene di fare i propri bisogni sui gradini di un negozio di via Torino, per poi fare qualche passo e dare di stomaco davanti alla vetrina di un altro esercizio commerciale. Stessa scena anche in corso Galileo Ferraris, nei pressi dell’ospedale.

Il ricovero e l’allarme sociale

Che questa donna abbia dei problemi è fuori discussione, tanto che è stata recentemente sottoposta a un Trattamento Sanitario Obbligatorio – dopo un intervento della Polizia Locale – e ricoverata in ospedale a Ivrea, ma il tema è molto più vasto. Ultimamente, infatti, il divario tra agio e disagio è altissimo, e a parte Lina Borghesio dell’associazione «Punto a capo» (che non sa più dove battere la testa) tutti fanno finta di non vedere.

La necessità di una rete di supporto per le fragilità

Chivasso, per ragioni anche solo geografiche, è da sempre un polo di attrazione, nel bene e nel male, e di conseguenza deve essere in grado di aiutare chi si trova in una situazione di assoluta marginalità. Qui non si parla di dormitorio, ma di una rete che spesso manca e che dovrebbe invece aiutare le fragilità a non cadere nel baratro. Invece, come conferma chiunque operi in ambito sociale, spesso si preferisce chiudere gli occhi, e di conseguenza «le braccia» si trovano nell’impossibilità di agire perché «la mente» non mette sul piatto le risorse necessarie.