Il caso

Malamovida, fuochi artificiali e musica a palla in piazza della Repubblica

Dopo le polemiche dello scorso sabato, botti davanti al Duomo anche lunedì. Residenti esasperati, ma il Dom's: "Meritiamo un po’ di gratitudine"

Malamovida, fuochi artificiali e musica a palla in piazza della Repubblica

Immaginate di aver scelto di vivere nel «salotto buono» della città, nel cuore di quell’isola pedonale che dovrebbe rappresentare storia, cultura, tranquillità.
Immaginate, invece, di essere svegliati nel cuore della notte da fuochi d’artificio, di affacciarvi alla finestra e di sentire musica «a palla» accompagnata da cori e annunci al microfono.
Non si tratta più del fisiologico e comprensibile brusio del fine settimana, ma di una vera e propria escalation di degrado che sta esasperando i residenti, privati del fondamentale diritto al riposo e alla sicurezza all’interno delle proprie abitazioni.

Malamovida, fuochi artificiali e musica a palla in piazza della Repubblica

L’ultimo grave episodio di sabato sera, culminato con un fragoroso e pericoloso spettacolo di fuochi d’artificio illegali che ha illuminato il Duomo a notte fonda (scatenando i commenti sui social), non è rimasto un caso isolato. La provocazione e l’inciviltà hanno infatti replicato lo stesso identico copione anche nella tarda serata di lunedì. Le detonazioni pirotecniche «abusive» hanno fatto tremare nuovamente i muri delle case e i cuori dei cittadini, a dimostrazione del fatto che chi agisce sa di poter contare su una sostanziale impunità.
La musica ad alto volume oltre i limiti consentiti, che già comprometteva le prime ore della sera, è diventata ormai solo il preludio a una notte di botti selvaggi e caos generalizzato, puntualmente documentata e sbandierata sui social network come un trofeo di totale spregio delle leggi.

La paura che la situazione peggiori

La rabbia della comunità locale è profonda, radicata e soprattutto giustificata da una paura concreta. Tra chi vive e lavora nel centro storico serpeggia il timore reale che la situazione scivoli definitivamente di mano alle istituzioni, ricalcando le drammatiche derive già viste a Torino nelle zone più calde della movida. I quartieri del capoluogo piemontese storicamente ostaggio del caos notturno, dove l’assenza di controlli tempestivi ha trasformato intere aree in zone franche tra risse e degrado, rappresentano lo scenario che Chivasso deve evitare a tutti i costi. Le risse in centro sono del resto già un fenomeno quasi quotidiano, e la percezione dei residenti è quella di un territorio lasciato a se stesso.
«La situazione è diventata insostenibile. Non siamo contrari al commercio o ai giovani che si divertono, ma qui si parla di totale assenza di regole e di rispetto per chi, il giorno dopo, deve svegliarsi all’alba per lavorare».
Diventa a questo punto urgente e non più rimandabile un intervento coordinato delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale, prima che Chivasso si trasformi definitivamente in una nuova, ingestibile periferia della malamovida.
Perché a Chivasso, ad oggi, la legge «non è» uguale per tutti.

“Meritiamo un po’ di gratitudine”

Riceviamo e pubblichiamo

«Gentile Direttore,
sento la necessità di rispondere alla vostra redazione riguardo i vari articoli con allusioni alle nostre attività e per accendere i riflettori su una realtà di Chivasso che troppo spesso viene distorta o raccontata a metà. Credo che meritiamo un po’ di gratitudine e non essere attaccati ingiustamente.
Per lungo tempo la nostra cittadina ha vissuto una situazione di forte degrado. Un degrado causato non dai cittadini o dai commercianti, ma da personaggi ben noti alle forze dell’ordine che, con continui episodi di microcriminalità e scompiglio, hanno gettato nell’insicurezza la comunità. Questa narrazione, fatta solo di cronaca nera e paura, ha finito per allontanare anche gli abitanti dei paesi limitrofi, dimenticando che fino a qualche anno fa Chivasso era un punto di ritrovo sereno per famiglie, giovani e anziani.
Oggi, fortunatamente, qualcosa sta cambiando. C’è chi, a proprie spese e affrontando enormi sacrifici quotidiani, sta investendo sul territorio per portare rinnovamento, intrattenimento e sana allegria. Lavoriamo onestamente tutti i giorni per restituire alla città quel clima festoso e quella serenità che mancavano da tempo.
I risultati si vedono e sono tangibili: molte famiglie sono venute personalmente a ringraziarci per queste belle iniziative, felici di vedere la piazza finalmente di nuovo vivibile come una volta e i propri bambini liberi di giocare in totale sicurezza.
Tutto questo viene fatto nel pieno rispetto delle regole e degli orari consentiti. Ci teniamo inoltre a precisare e a chiarire una volta per tutte che i fuochi d’artificio esplosi a mezzanotte non sono stati assolutamente opera nostra, né abbiamo nulla a che fare con quell’episodio. Per questo motivo, ferisce vedere persone che parlano dell’intervento delle forze dell’ordine quando non c’é alcun bisogno e accanirsi laddove c’è solo un’iniziativa sana e pulita. Non c’è nulla di “mala” in quello che facciamo.
Invece di penalizzare chi si adopera concretamente per far tornare viva Chivasso, le istituzioni e l’opinione pubblica dovrebbero tener conto di questi sforzi privati e, forse, ringraziare chi restituisce valore e socialità alla comunità a costo zero per le casse pubbliche. Chivasso merita di essere viva, sicura e allegra, e noi continueremo a fare la nostra parte.
Cordiali saluti,
Ruoto Rocco
Dom’s by 4 Chiacchiere».

Solo una precisazione: nessuno ha mai scritto che i fuochi artificiali siano stati sparati «dai» locali della piazza.