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Radici forti, sguardi nuovi

Due importantissimi compleanni per la «Casa di Carità Arti e Mestieri» di Castelrosso

Radici forti, sguardi nuovi

«Venticinque persone che erano, per conto mio, degli eroi. Perché di giorno lavoravano duramente presso le aziende e, tutte le sere, andavano scuola dalle 20 alle 23 compreso il sabato pomeriggio». Inizia così il racconto di Riccardo Barbero, primo docente della «Casa della Gioventù», oggi «Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri» di Castelrosso. Una scintilla scoccata nel lontano 1968 che permette oggi, nel 2026, di celebrare due speciali compleanni (il 55° e il 25° anniversario) ripercorrendo una storia fatta di idee, sfide e lavoro, resa possibile dalla fede e dalla tenacia di un sacerdote innovativo e visionario: don Nicolao Averono, meglio conosciuto come don Nicolino.

Gli inizi: la scommessa dei corsi serali

Riccardo Barbero ha solo 18 anni ed è appena diplomato quando don Nicolino propone di avviare una scuola professionale all’interno dell’oratorio parrocchiale. Il primo corso si concentra interamente sul settore meccanico e sulla manutenzione. Mancando inizialmente un riconoscimento istituzionale diretto, l’oratorio si appoggia a una scuola di Rivarolo per poter rilasciare ai primi allievi degli attestati validi legalmente. I corsi serali si dimostrano subito una scommessa vincente per adulti e giovani lavoratori decisi a migliorare le proprie competenze tecniche per crescere in azienda.

1971: l’oratorio ottiene il riconoscimento ufficiale

Dopo i primi successi, don Nicolino decide di compiere un’importante evoluzione inoltrando una richiesta di riconoscimento direttamente al Ministero del Lavoro. Con l’approvazione ministeriale la struttura decolla, potendo operare in totale autonomia nella formazione professionale. L’anno successivo iniziano i primi storici corsi diurni rivolti ai ragazzi reduci dalla terza media. È l’epoca del grande accordo strategico con lo stabilimento Lancia di Chivasso, che offre agli allievi l’opportunità quasi certa di un inserimento lavorativo. Verso la fine degli anni ’70, il centro si apre anche ai corsi femminili con gli indirizzi di Addetto d’ufficio e Tecniche di abbigliamento.

1980 – 1999: la crescita esponenziale

L’opera lungimirante di don Nicolino e del suo team non accenna a fermarsi: i decenni successivi vedono un incremento costante di allievi, aule e percorsi formativi destinati a giovani, adulti e aziende. Nel 1999, in concomitanza con la Riforma Berlinguer che innalza l’obbligo scolastico fino a 15 anni, la Casa della Gioventù arriva a toccare il record di 350 allievi. La crescita è tale che la mensa scolastica, situata al piano interrato, deve essere suddivisa in due turni per poter contenere tutti i ragazzi, molti dei quali provenienti da fuori zona.

2000 – 2026: l’unione con la Casa di Carità Arti e Mestieri

Il nuovo millennio segna l’inizio del capitolo contemporaneo: la storica realtà di Castelrosso unisce le sue forze alla rete della «Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri» di Torino, una delle principali realtà piemontesi. Questo passaggio coniuga la storica vocazione territoriale a una struttura organizzativa solida. Accanto ai settori elettrico e meccanico nasce il comparto delle Produzioni Alimentari, mentre sul fronte adulti si consolidano i corsi di aggiornamento e debuttano i nuovi Servizi al Lavoro (SAL).

Nel 2024, per rispondere all’aumento delle richieste, i servizi SAL trovano una nuova e dedicata sede in pianta stabile a Palazzo Einaudi, nel centro di Chivasso, mantenendo un’attività coordinata con il polo di Castelrosso. Questo binomio pone oggi le basi per affrontare le nuove sfide tecnologiche, con percorsi che spaziano dalla sartoria e dal socio-sanitario fino all’informatica e all’intelligenza artificiale.