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«Chiodi a quattro punte» sulle strade

Paura tra la CHIND e il Canale Cavour

«Chiodi a quattro punte» sulle strade

Un vero e proprio incubo quello che stanno vivendo gli automobilisti e i ciclisti del chivassese. Da qualche settimana il territorio di Chivasso è infatti diventato teatro di un atto vandalico e criminale di proporzioni preoccupanti. Decine e decine di chiodi a quattro punte sono stati deliberatamente seminati in diverse zone, trasformando l’asfalto in una trappola invisibile per qualunque tipo di pneumatico e mettendo a serio rischio l’incolumità delle persone.

I “triboli”: i chiodi progettati per fare danno

I chiodi utilizzati, noti in gergo militare e archeologico come triboli (usati anticamente per ostacolare l’avanzata della cavalleria), possiedono una geometria progettata per un solo scopo: fare danno. In qualunque modo vengano lanciati o cadano sul terreno, presentano infatti sempre una cuspide acuminata rivolta verso l’alto. I sabotatori li hanno seminati lungo gli argini del Canale Cavour, sui ponti che lo attraversano fino al confine con Verolengo e sulle strade e i piazzali della CHIND.

Auto colpite e danni economici lungo il Canale Cavour

Il risultato per le vetture che transitano lungo il Canale Cavour è stato devastante. Numerosi veicoli hanno subito lo squarcio immediato delle gomme (in alcuni casi anche di tutte e quattro contemporaneamente), costringendo i conducenti a manovre d’emergenza azzardate per mantenere il controllo del mezzo ed evitare di finire nei fossati adiacenti o, peggio, nelle acque del canale. I danni economici sono già ingenti, tra cerchioni deformati, coperture distrutte e il costo del soccorso stradale.

L’insidia per i ciclisti nell’area CHIND

Se lungo il Canale a pagare il prezzo più alto sono state le automobili, lo scenario si è fatto ancora più insidioso spostandosi verso il polo logistico e produttivo dell’area CHIND. In questa zona i misteriosi sabotatori hanno colpito un bersaglio decisamente più vulnerabile: i ciclisti.

Molti operai che utilizzano la bicicletta per raggiungere le fabbriche del comprensorio all’alba, insieme a diversi cicloamatori di passaggio, si sono visti tradire dall’asfalto. Le coperture sottili delle due ruote non offrono alcuna resistenza a questo tipo di insidia metallica, provocando forature istantanee che in molti casi hanno causato rovinose cadute a terra, con un bilancio di contusioni ed escoriazioni.

Le indagini delle autorità

Nei giorni scorsi numerosi cittadini hanno tentato di bonificare l’area raccogliendo i chiodi, ma nonostante lo sforzo profuso il pericolo non è ancora del tutto sventato. L’invito per chiunque si trovi a transitare nella zona del Canale Cavour o nei pressi dell’area CHIND è di procedere a velocità moderata e prestare la massima attenzione a riflessi anomali sulla carreggiata. Nel frattempo, le autorità confidano nelle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza delle aziende della zona industriale per immortalare e identificare i responsabili di questa pericolosa follia.