L’episodio più eclatante è avvenuto a Chivasso una manciata di giorni fa, quando due falsi Carabinieri hanno fatto piombare nel panico una pensionata sostenendo che il coniuge fosse coinvolto nel colpo milionario alla casa d’aste «Sant’Agostino» di Torino.
Occhio alle truffe: in azione la banda dei finti Carabinieri
«Suo marito era lì – hanno dichiarato senza troppi giri di parole – dobbiamo verificare se in casa ci siano i gioielli e gli orologi rubati».
Una situazione sufficiente per far venire un infarto, ma a cui la donna ha reagito con una prontezza di riflessi che ha costretto i due alla fuga. Immediato l’intervento dei Carabinieri di Chivasso, anche se al loro arrivo i due avevano già fatto perdere ogni traccia fuggendo verso l’eporediese.
Stessa scena a Crescentino, con l’irruzione in una cascina di una coppia di finti Carabinieri. Anche in questo caso la reazione del padrone di casa («Non parliamone qui, vi seguo in caserma») li ha costretti a fuggire a mani vuote.
E ci sono anche i falsi tecnici
Non è ancora chiaro, invece, se sia andato o meno a segno il colpo commesso a Casalborgone da finti tecnici del gas, che hanno chiesto a una pensionata di raccogliere tutto l’oro presente in casa.
Questi sono solo tre degli ultimi casi avvenuti sul territorio, che dimostrano come l’allerta debba continuare ad essere massima, anche perché a quanto pare i truffatori hanno alzato l’asticella entrando nelle case delle loro vittime simulando un vero e proprio blitz.
Chivassese nei guai per la truffa dello specchietto
Ma a volte, fortunatamente, non sempre vincono i cattivi.
La figura di un trentatreenne originario di Chivasso, recentemente intercettato dalle forze dell’ordine in Lomellina, offre un perfetto spaccato del dinamismo e della serialità che caratterizzano gli autori di reati contro il patrimonio su strada. L’uomo è diventato il fulcro di un’importante operazione di prevenzione che ha visto l’intervento coordinato del commissariato di Vigevano e del Tribunale di Milano. La sua parabola criminale si è interrotta quando gli agenti hanno dato esecuzione a una misura di prevenzione personale che ridefinisce radicalmente la sua libertà di movimento, ponendo fine a una serie di raggiri legati alla truffa dello specchietto che avevano destato forte allarme sociale sul territorio.
Gli episodi contestati tra il Vercellese e il Milanese dimostrano una spregiudicata capacità di adattamento dello scenario. A Buronzo, una donna di sessantacinque anni è stata inseguita fino all’ufficio postale nel tentativo di estorcerle seicento euro, un’azione sventata solo dalla prontezza della vittima nel contattare le autorità. A Motta Visconti, invece, il trentatreenne ha affinato la tecnica introducendo la complicità telefonica di un sedicente carrozziere per dare autorevolezza alla richiesta economica, riuscendo a sottrarre 1150 euro a una donna di cinquantotto anni, indotta a prelevare contanti a Besate prima che l’uomo facesse perdere le proprie tracce.
La serialità e la spiccata pericolosità sociale del soggetto hanno spinto i magistrati della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano a emettere un provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di Vigevano per la durata di un anno e sei mesi.