Commercio

Commercio, il Comune mette mano al portafoglio

Quasi 170 mila euro tra investimenti per il DUC e contributi a fondo perduto. Casalino: "Numeri importanti, soprattutto se pensiamo a cosa significano in concreto"

Commercio, il Comune mette mano al portafoglio

La Città di Chivasso mette in campo una strategia integrata e di ampio respiro per sostenere in modo tangibile il proprio tessuto economico nel triennio compreso tra il 2025 e il 2027. Coniugando corposi stanziamenti finanziari diretti a servizi strutturali di promozione e sviluppo, l’Amministrazione comunale ha delineato un piano d’azione coordinato per potenziare la competitività delle micro, piccole e medie imprese del territorio.

Commercio, il Comune mette mano al portafoglio

Il pilastro economico di questa nuova manovra si concretizza nello sblocco di ben 138 mila euro a fondo perduto per rinnovare vetrine, arredi, sicurezza e digitale delle attività commerciali e di ristorazione del territorio. E’ questa la nuova misura che il Comune di Chivasso, con il sostegno della Regione Piemonte e in collaborazione con Ascom Confcommercio Torino e Provincia, lancia nell’ambito del Distretto Urbano del Commercio (DUC).

Intervista all’assessore Casalino

Ne abbiamo parlato con l’Assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Chivasso, Chiara Casalino
Partiamo dai numeri: di cosa si tratta esattamente questa nuova misura?
«E’ un bando a fondo perduto pensato per le attività commerciali e di ristorazione del nostro territorio. Mette a disposizione una dotazione complessiva di 138.000 euro e copre fino all’80% della spesa ammissibile, con un contributo massimo di 10.000 euro per ciascuna impresa. Sono numeri importanti, soprattutto se pensiamo a cosa significano in concreto: vetrine rinnovate, locali più sicuri, negozi più accoglienti».
Perché il Comune ha scelto di investire su questa misura, e qual è il senso strategico di questo bando?
«Questo bando si inserisce nella cornice dei Distretti del Commercio promossa dalla Regione Piemonte, che negli ultimi anni ha dato a territori come il nostro uno strumento concreto per programmare interventi su misura. Questo bando non è un intervento isolato: è un tassello di una strategia più ampia. Sostenere il commercio locale significa rendere più vive le nostre strade, più accoglienti i luoghi della città e più competitivo l’intero sistema economico del territorio. È un investimento sulle imprese, certo, ma anche sulla qualità della vita di chi vive Chivasso e sull’identità commerciale della nostra città.
Quali interventi possono essere finanziati? Partiamo dall’esterno delle attività…
Il bando finanzia un ventaglio davvero ampio di interventi. Per l’esterno si va dalle vetrine alle serrande, dalle insegne alle facciate, dalle tende ai dehors, fino ai banchi per il mercato e all’illuminazione esterna. Sono lavori che cambiano il volto delle nostre vie: negozi più curati, più accoglienti e più capaci di farsi notare».
E per quanto riguarda l’interno dei locali?
«Anche qui c’è ampio spazio: si possono finanziare gli arredi per la zona vendita o per la somministrazione, quindi scaffalature, espositori, banchi vetrina, banconi cassa, tavoli, sedie, panche e manichini. E poi ci sono due temi a cui teniamo molto, la sicurezza, con i sistemi di videosorveglianza, e l’accessibilità, con interventi per rimuovere le barriere architettoniche e rendere i locali più facili da raggiungere per tutti».
Avete dato molto peso anche all’innovazione e alla digitalizzazione…
«Sì, e per noi è un punto centrale. La misura sostiene la realizzazione di servizi innovativi tra gli operatori e a favore dei consumatori, le iniziative di fidelizzazione della clientela e gli investimenti per la modernizzazione digitale delle imprese. L’obiettivo è semplice: rendere le attività più efficienti, alzare la qualità del servizio e migliorare l’esperienza di chi entra in negozio».
C’è anche un legame con l’enogastronomia piemontese e le filiere del territorio?
«Esatto, ed è un aspetto a cui teniamo particolarmente. Tra le spese ammissibili rientra l’allestimento di spazi espositivi dedicati alla promozione dei prodotti enogastronomici piemontesi, quando ci sono accordi con le aziende agricole del Distretto o progettualità specifiche legate al territorio. È un modo per far dialogare il commercio con le nostre produzioni locali e per raccontare Chivasso anche attraverso il cibo e il vino».
Come funzionano i punteggi e le premialità? Chi viene premiato di più?
«Abbiamo costruito i criteri di valutazione in modo da orientare le risorse verso i progetti più coerenti con gli obiettivi del Distretto. I punteggi più alti vanno agli interventi su sicurezza, accessibilità, innovazione, digitalizzazione, servizi per i consumatori e promozione dei prodotti enogastronomici del territorio.
Ci sono poi premialità specifiche per le imprese che non hanno mai ricevuto contributi dal Distretto, per le attività in aree fuori dal perimetro originario e per gli interventi nelle frazioni. L’obiettivo è non concentrare sempre le risorse sulle stesse zone o sulle stesse imprese, ma distribuire le opportunità su tutto il territorio, comprese le aree più periferiche».
Avete pensato anche ai giovani e alle nuove attività?
«Sì, e per noi è un segnale importante. Ci sono premialità per i lavori realizzati in locali destinati a nuove imprese o nuove unità locali, e per le attività avviate da imprenditori under 35, come titolari o come maggioranza dei soci. È il nostro modo di dire: vogliamo nuove energie a Chivasso, e vogliamo contrastare il rischio di desertificazione commerciale».
E la formazione? Anche quella rientra nel bando?
«Certo, e conta. Le imprese che partecipano ai corsi promossi dal Distretto del Commercio ottengono un punteggio premiale. Per noi è un aspetto importante, perché conferma lo spirito di questa misura: non si tratta solo di contributi economici, ma di accompagnare le imprese, far crescere le competenze e costruire una rete territoriale più forte».
Ultimo quesito: quando si potrà presentare la domanda?
«Le domande potranno essere presentate dal 1° agosto al 30 settembre 2026, secondo le modalità indicate dal bando. Il mio consiglio alle imprese è di non aspettare l’ultimo momento: vale la pena dedicare un po’ di tempo a leggere bene il testo del bando e, se serve, farsi accompagnare da Ascom nella predisposizione della domanda».

Investimenti sul DUC

Attraverso la determina del settore SUAP numero 458, è stato invece formalizzato l’affidamento alla Claimcreative di Chivasso di un servizio specialistico pluriennale interamente dedicato alla comunicazione e alla valorizzazione del brand del DUC. Questa operazione mira a consolidare l’identità del distretto commerciale attraverso campagne promozionali mirate e progetti di marketing territoriale capaci di attrarre nuovi flussi di visitatori e valorizzare l’offerta coordinata delle vetrine cittadine. A completamento di questa visione sinergica, la determina successiva introduce un ulteriore binario di supporto focalizzato sulle competenze e sulla conoscenza analitica del mercato. Il provvedimento dispone infatti l’affidamento alla CAT.COM di un servizio incentrato sulle attività di formazione e informazione continua rivolte direttamente ai commercianti, affiancato da un programma costante di monitoraggio del commercio e delle attività locali per l’intero triennio. In tutto sono stati stanziati 30 mila euro.
L’interconnessione di questi tre provvedimenti evidenzia la precisa volontà della Città di Chivasso di non disperdere le risorse in interventi isolati o assistenziali.