Dopo l’incontro della scorsa settimana organizzato da Forza Italia e Udc in vista delle prossime elezioni amministrative — un appuntamento aperto al pubblico per presentare un nuovo progetto per la città, durante il quale Renato Cambursano aveva espresso, a nome di LiberaMente, la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto — arriva la netta e accorata precisazione di Libero Ciuffreda. Già sindaco di Chivasso e anima storica del movimento civico, Ciuffreda interviene per fare chiarezza sulla natura e sui valori identitari della lista guidata in Consiglio Comunale da Claudia Buo. In una lunga chiacchierata ribadisce lo spirito puramente civico del gruppo, sganciato dai vecchi schematismi di partito, e lancia un messaggio chiaro a tutte le forze politiche: il dialogo è possibile, ma solo mettendo al centro il benessere di Chivasso e dei suoi cittadini.
Ciuffreda: «Oltre a destra e sinistra, si al confronto sul Progetto Civico»
Libero Ciuffreda
«La Lista LiberaMente, nata nel 2012, ormai rappresenta una realtà imprescindibile della politica chivassese. Un gruppo coeso, con sensibilità diverse, un bagaglio culturale e professionale eterogeneo, che da molti anni ha come scopo principale quello di occuparsi della nostra città, avendo come unico ed esclusivo obiettivo quello che potremmo descrivere come “Abitare Chivasso”. Ciò che vive il gruppo di LiberaMente Democratici ogni lunedì sera, nella propria sede in via Roma, ha una risonanza che va ben oltre le sue mura. Lo studio e gli approfondimenti degli atti amministrativi e le proposte che ne scaturiscono — portate in Consiglio Comunale e tra i cittadini attraverso le iniziative pubbliche — rappresentano il nostro contributo di partecipazione ai processi decisionali, determinanti per costruire ed “abitare” una città più giusta e riconciliata».
Prosegue spiegando che il metodo di lavoro adottato, oggi ancor di più, considerata la crisi inarrestabile dei partiti tradizionali, rappresenti la peculiarità della Lista Civica: «Fare la differenza significa lavorare all’attuazione di una politica di servizio e di dialogo per incoraggiare ad utilizzare tutti i talenti e le competenze che ogni persona può mettere a disposizione per far crescere una città dinamica, bella da abitare e da vivere.
Stiamo lavorando da anni ad un Progetto Civico, aperto al confronto e all’ascolto con tutte le forze di centrodestra e di centrosinistra, con chi ha voglia di ragionare e lavorare per la città».
Passa a fare esempi concreti: «Occuparsi delle scuole chivassesi è di destra o di sinistra? Non ci interessano questi vecchi schematismi.
Occuparsi di chi vive in mezzo ad una strada ed ha bisogno di un tetto per riposare e riscaldarsi è di destra o di sinistra? Noi ce ne occupiamo e proponiamo soluzioni.
Andare a fare la voce grossa con RFI per pretendere che i cittadini di Chivasso abbiano la dignità di avere una stazione ferroviaria pulita e sicura, oppure degli attraversamenti della città da nord a sud accessibili a tutti e tutte (giovani, anziani o portatori di disabilità) è di destra o di sinistra? Noi lo faremo.
Andare da SMAT o dalle altre Società di servizi, che in questi anni hanno devastato le nostre strade lasciando dei crateri, è di destra o di sinistra? A noi non importa ed è francamente fuorviante, utile soltanto ai partiti per avere un alibi e per nascondere la loro inettitudine.
Il ragionamento che vogliamo fare e condividere è quello CIVICO: lavorare portando avanti gli interessi dei cittadini e della nostra città. Cosa che questa Giunta Municipale guidata da Castello non ha saputo fare. Anzi, ha peggiorato la qualità della vita delle persone, andando contro proprio a quelli che avrebbero dovuto essere i principi capisaldi della sinistra: la vicinanza agli ultimi, ai più fragili o, a titolo d’esempio, la svendita per puro ritorno elettorale di tanti piccoli pezzi di terreni agricoli trasformati dal nuovo Piano Regolatore Generale in campi fotovoltaici».
LiberaMente pronta ad appoggiare gli «avversari»: schiaffo o avvertimento al Pd?
Conclude: «Ecco, alla Lista Civica LiberaMente Democratici non interessa la manichea classificazione: essere di destra o essere di sinistra. Anche perché abbiamo in Consiglio Comunale e in Giunta due fulgidi esempi di trasformismo cinico e opportunistico, insomma di incoerenza al limite della vergogna. In sintesi, a noi non interessa se ci definiscono di destra o di sinistra (in particolare la mia storia penso sia sufficientemente chiara): chi vorrà sedersi intorno ad un tavolo per lavorare e ragionare ci troverà ogni lunedì sera. Siamo pronti a lavorare con chi ha voglia di occuparsi di Chivasso e del ben-essere».