La scomparsa di Maria Antonietta Aimone, conosciuta da tutti affettuosamente come «Mietta», lascia un profondo vuoto nella comunità di Livorno Ferraris. È stata la prima e unica donna a ricoprire la carica di sindaco del paese, guidando l’amministrazione dal 1995 al 1999. In quegli anni complessi, Mietta ha dimostrato un profilo d’altri tempi, incarnando un modo di fare politica puro, guidato esclusivamente da una profonda onestà intellettuale. Ha sempre pensato con la propria testa, senza mai farsi piegare dalle logiche di partito o dai compromessi della politica, esigendo il respeito rigoroso delle regole e lottando per un’amministrazione che fosse davvero libera di agire nell’interesse collettivo.
L’impegno nella scuola e l’approccio pedagogico
Oltre al suo impegno civile e istituzionale, Maria Antonietta Aimone è stata per moltissimi anni un pilastro della scuola elementare del paese, dove ha educato intere generazioni di giovani livornesi. Il suo approccio pedagogico, profondo e per certi versi pionieristico, considerava i bambini come individui capaci di comprendere la complessità del mondo, lasciando un’impronta indelebile nella crescita dei suoi alunni.
Il ricordo amministrativo nelle parole di Antonio Tamburelli
Il ritratto della sua forte personalità amministrativa viene tratteggiato con precisione da Antonio Tamburelli: «L’ho conosciuta come sindaco, è stata l’unica volta che ha comandato il centro-sinistra a Livorno. Come persona tosta e decisa, se era così non c’erano i “ma”, infatti da sindaco veniva accusata di essere “distante” perché esigeva il rispetto delle regole. Era una persona molto capace e intelligente. Ha avuto la sfortuna di essere l’unica legislatura durata quattro anni per via di una riforma nazionale. Non ha potuto dunque concludere il proprio programma. Lei non era tipo da compromesso. Non aveva soldi a go-go per fare grandi opere, lei non chiedeva aiuti a nessuno perché voleva un’amministrazione libera di agire».
L’omaggio dello storico avversario politico Renzo Masoero
Anche lo storico avversario politico Renzo Masoero riconosce il suo alto valore: «Un altro pezzo della storia di Livorno è venuto a mancare. La politica mi divideva da lei, ma non il rispetto reciproco e l’amore per Livorno. Fu lei, per esempio, a volere la pavimentazione di Viale IV Novembre e la ristrutturazione del Museo Ferraris. È stata anche per molti anni insegnante in paese, crescendo ed educando generazioni di giovani».
Il metodo didattico innovativo ricordato dagli ex allievi
Accanto all’eredità pubblica, c’è quella altrettanto preziosa custodita dai suoi ex allievi, che ricordano una maestra capace di precorrere i tempi con metodi didattici moderni e coinvolgenti. Stefano Corgnati evoca con precisione quell’atmosfera d’avanguardia vissuta in classe: «La Maestra ha dato una base molto solida alla nostra formazione utilizzando, lo ricordo bene, metodi innovativi. I banchi erano disposti a ferro di cavallo, ognuno poteva vedere tutti. Eravamo divisi a squadre e ogni esercizio non era solo apprendimento, ma anche un gioco e una sfida. Ci ha insegnato la disciplina e il ragionare in squadra. Ha segnato in modo indelebile il mio percorso di studi».