Criminalità

Legalità, una proposta oltre gli schieramenti: “Proteggere il commercio onesto dal denaro sporco”

Marco Riva Cambrino e Clara Marta depositano una proposta contro l'infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico cittadino

Legalità, una proposta oltre gli schieramenti: “Proteggere il commercio onesto dal denaro sporco”

È stata depositata venerdì al protocollo del Comune di Chivasso una proposta civico-istituzionale sottoscritta da Marco Riva Cambrino, di Autonomia Socialista, e da Clara Marta, capogruppo di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio Comunale.

Legalità, una proposta oltre gli schieramenti: “Proteggere il commercio onesto dal denaro sporco”

Due firme che vengono da culture politiche diverse, e che proprio per questo hanno scelto di presentarsi insieme: la difesa dell’economia sana della città, scrivono, “non è terreno di parte, e chi tentasse di farne bandiera esclusiva ne tradirebbe la natura”. La proposta muove da un dato che le cronache degli ultimi mesi hanno reso impossibile ignorare: dalle operazioni giudiziarie che hanno nuovamente toccato la città ai fatti di via Paleologi, il territorio resta esposto a una strategia di infiltrazione silente del tessuto economico, attuata non da volti noti alle forze dell’ordine ma da prestanome incensurati, attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali.

È il punto cieco dei controlli attuali, che intercettano il pregiudicato ma non il capitale: “Il denaro sporco non si presenta con il casellario — si legge nel documento — si presenta con il contante”. Da qui la prima richiesta, immediata: attivare già in sede di assestamento di bilancio, entro il 31 luglio, un Osservatorio comunale sui subentri e sui passaggi di proprietà delle attività commerciali e la pubblicazione in formato aperto dei dati su aperture, subentri e concessioni, destinandovi una quota minima dell’avanzo libero di circa 2,7 milioni emerso dal rendiconto 2025. Nessun onere e nessun controllo aggiuntivo per gli esercenti: l’osservatorio guarda ai capitali che comprano, non a chi lavora, e le associazioni di categoria saranno coinvolte nella definizione degli indicatori di anomalia. La seconda fase, con scadenze vincolanti — tavolo tecnico con la Consulta della Legalità entro settembre, esiti in commissione entro fine anno — riguarda lo sportello antiusura e antiracket, il protocollo di legalità con la Prefettura di Torino per estendere le verifiche antimafia sotto le soglie di legge, il rating di legalità come criterio premiale negli appalti e il censimento dei beni confiscati per il loro riuso sociale, a partire da quelli divenuti definitivi sul territorio con la recente pronuncia della Cassazione.

“Chivasso ha costruito dopo Minotauro un patrimonio civile vero, dalla parte civile nei processi alla Consulta della Legalità — dichiara Marco Riva Cambrino —. Ora quel patrimonio va completato con un presidio amministrativo: la legalità, per contare davvero, deve diventare ordinaria amministrazione. Procedure, dati, atti. Difendere il lavoro onesto dalla concorrenza sleale del denaro criminale è il modo più concreto di prendersi cura della propria comunità”. “Questa proposta sta dalla parte dei commercianti — dichiara Clara Marta —. La stragrande maggioranza degli esercenti di Chivasso lavora onestamente, spesso con grande fatica, e ha diritto di essere protetta, non messa sotto sospetto. Non vogliamo creare paura: vogliamo difendere chi lavora pulito. Per questo abbiamo scelto un percorso graduale e pragmatico, che parte da ciò che è fattibile subito e costruisce il resto con metodo, insieme alla Consulta della Legalità e alle associazioni di categoria”.

I proponenti chiedono che la Fase 1 sia attivata con la variazione di assestamento entro il 31 luglio e che il Consiglio assuma con la stessa deliberazione l’impegno sulle scadenze della Fase 2, dichiarandosi disponibili a ogni approfondimento in commissione e con gli uffici.