Il caso

Don Alberto trasferito, il suo popolo in campo affinché resti

I sindaci Formia e Salono hanno richiesto un incontro con il Vescovo di Ivrea Daniele Salera. Al via anche una raccolta firme

Don Alberto trasferito, il suo popolo in campo affinché resti

Una mobilitazione spontanea si è attivata per chiedere che don Alberto Carlevato rimanga alla guida delle parrocchie di Mazzè, Tonengo, Barengo e Villareggia. Questo quanto sta succedendo in queste tranquille realtà canavesane, scosse dall’annuncio del Vescovo d’Ivrea, Monsignor Daniele Salera.

Don Alberto trasferito, il suo popolo in campo affinché resti

Infatti, dal 6 settembre don Alberto sarà il nuovo parroco di Bosconero e di San Benigno, subentrando a don Mario Viano, coinvolto in una vicenda giudiziaria. A Mazzè, Tonengo, Barengo e Villareggia, al suo posto, sarà amministratore parrocchiale Padre Umberto Micillo dei Chierici Regolari Teatini.

Un cammino lungo 25 anni

Don Alberto da 25 anni guida le parrocchie di Villareggia e Tonengo mentre da 18 anni quelle di Mazzè e Barengo in un  cammino condiviso. Non è stato solo un sacerdote ma una figura capace di unire i fedeli e di rilanciare la vita parrocchiale, anche attraverso l’oratorio e i centri estivi, favorendo il coinvolgimento dei giovani e la loro crescita spirituale. Nel corso degli anni ha inoltre promosso importanti interventi di restauro delle chiese e diretto i cori parrocchiali, coltivando una profonda passione per la musica sacra.

Per queste ragioni i sindaci Marco Formia di Mazzè e Fabrizio Salono di Villareggia hanno richiesto un incontro con il Vescovo di Ivrea. «Accogliamo la volontà del Vescovo e anche l’amministratore da lui designato- riferiscono Formia e Salono- ma, nello stesso tempo, vogliamo fare presente il forte legame che don Alberto ha saputo costruire con il nostro territorio».

Parallelamente anche i parrocchiani delle parrocchie di Barengo, Tonengo, Mazzè e Villareggia si sono mobilitati tutti assieme. «Presenteremo un’istanza per mantenere don Alberto nelle nostre comunità- riferiscono i referenti- Spiegheremo quello che ha fatto in questi anni nelle nostre parrocchie e i progetti che lui avrebbe voluto portare avanti. E’ sempre stato al nostro fianco, e noi desideriamo continuare ad averlo con noi».

Inoltre, gli stessi volontari stanno preparando una raccolta firme tra la gente, un’altra iniziativa ugualmente pacifica che intende esprimere il riconoscimento nei confronti dell’operato svolto dal sacerdote. Insomma, Don Alberto ha così profondamente segnato la vita delle comunità che, pur avendo scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali, il suo silenzio sembra dire più di molte parole: racconta un legame costruito in venticinque anni di presenza costante tra la sua gente.