SICUREZZA

Aggredito capostazione a Chivasso, esplode la protesta

Un manovale di Rfi ferito al binario 1 per aver impedito l'attraversamento dei binari

Aggredito capostazione a Chivasso, esplode la protesta

Non si placa l’ondata di degrado e insicurezza presso lo scalo ferroviario di Chivasso. Nella tarda serata di mercoledì 15 luglio, intorno alle 23, si è verificato l’ennesimo e grave episodio di violenza ai danni del personale in servizio.

Aggredito capostazione di Chivasso

A farne le spese è stato un capostazione di Rete Ferroviaria Italiana che stava svolgendo i consueti controlli lungo il binario 1. L’uomo è intervenuto tempestivamente per bloccare un passante che stava tentando di attraversare i binari a piedi, una condotta severamente vietata dal regolamento ferroviario e dalle norme di sicurezza, oltre che estremamente pericolosa per la vita stessa dell’individuo.

Alla richiesta di desistere e di fruire del sottopassaggio pedonale dedicato ai viaggiatori, l’uomo — identificato successivamente dai Carabinieri come un cittadino del ’97 originario della Repubblica Centrafricana — ha reagito con inaudita violenza verbale e fisica. Dopo aver dato in escandescenze, si è scagliato contro il dipendente di Rfi colpendolo violentemente con una testata in pieno volto.

L’immediato intervento dei Carabinieri ha consentito di rintracciare e fermare il responsabile, nei cui confronti è scattata la denuncia per il reato di lesioni personali. Il capostazione, visibilmente scosso e ferito, è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Gli accertamenti medici condotti nella struttura sanitaria hanno evidenziato lesioni con una prognosi di guarigione stimata in dieci giorni.

L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito politico locale sulle condizioni di sicurezza in cui versa lo scalo e l’intera area cittadina.

“Tolleranza zero e re-migrazione”

Sulla vicenda è intervenuto Bevilacqua (Futuro Nazionale), rivolgendo una dura nota d’attacco alle forze politiche di maggioranza:

“AI FINTI BUONISTI DI SINISTRA: MA I VOSTRI FIGLI E LE VOSTRE FAMIGLIE LO PRENDONO IL TRENO A CHIVASSO? Ci rivolgiamo direttamente a voi, paladini del progressismo locale. A voi che dai vostri salotti protetti parlate di ‘accoglienza’ e liquidate la realtà come una semplice ‘percezione di insicurezza’. Rispondete sinceramente: i vostri figli frequentano i binari di Chivasso? Le vostre famiglie prendono il treno in mezzo a questo degrado? La risposta è NO. È facile fare i tolleranti con la pelle degli altri, mentre i figli dei cittadini comuni e i lavoratori onesti rischiano la vita a qualsiasi ora del giorno. L’ennesimo fatto di cronaca nera sconvolge la nostra città. Un capostazione è stato preso a testate in pieno volto da un cittadino centrafricano. La sua colpa? Aver fatto il proprio dovere, chiedendo di non attraversare i binari per evitare una tragedia. La situazione è ormai fuori controllo: Violenza quotidiana: aggressioni, risse con spranghe, bottiglie spaccate e rapine con spray urticante a ciclo continuo. Cittadini terrorizzati: famiglie, pendolari e ferrovieri hanno paura persino di camminare in stazione. Misure inefficaci: la ‘zona rossa’ e i vertici-farsa non fermano l’anarchia di chi si sente impunito. Esprimiamo la massima solidarietà al capostazione ferito e a tutto il personale delle ferrovie. Futuro Nazionale dice basta: pretendiamo tolleranza zero e la re-migrazione immediata per ogni singolo delinquente. Aspettiamo forse che ci scappi il morto prima di cacciare chi ci aggredisce in casa nostra? Chivasso merita sicurezza, ordine e legalità!”

“Servono presidi fissi, la Zona Rossa non basta”

Sulla questione è intervenuto anche Bruno Prestia, capogruppo della lista civica “Per Chivasso”:

“L’escalation di violenza che sta interessando la stazione ferroviaria di Chivasso ha ormai superato ogni livello di guardia. L’aggressione subita da un capostazione, colpito brutalmente al volto con una testata per avergli semplicemente intimato di non attraversare i binari, è solo l’ultimo gravissimo episodio di una situazione ormai insostenibile.

Appena tre giorni fa, infatti, l’atrio della stazione si era trasformato in un teatro di guerriglia urbana, con una rissa a colpi di bottiglie spaccate tra due personaggi che ha seminato il panico tra famiglie, anziani e bambini, costretti a schivare vetri e lanci di oggetti tra il sangue e il caos.

Al capostazione ferito, che ne avrà per una decina di giorni di prognosi, e a tutti i lavoratori ferroviari che operano quotidianamente in prima linea in condizioni di costante vulnerabilità, va la mia più totale e sincera solidarietà, a nome personale e di tutto il gruppo consiliare Per Chivasso. Un ringraziamento sentito va anche alle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Locale, che in entrambi i casi sono intervenuti tempestivamente per fermare i violenti ed evitare conseguenze ancora peggiori.

Questi sono soltanto gli ultimi due episodi che sono successi nella nostra città (sparatoria in via Paleologi, aggressione di una ragazza al parco, di una commerciante nel suo locale e di una commessa del supermercato).

Tuttavia, la solidarietà non basta più ed è tempo di risposte concrete. Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: questi episodi di violenza avvengono all’interno di un’area dichiarata ‘Zona Rossa’ con ordinanza prefettizia, un provvedimento di sorveglianza speciale recentemente prorogato per altri sei mesi che avrebbe dovuto garantire massima sicurezza. Nei fatti, invece, la stazione continua a essere percepita dai cittadini come una terra di nessuno.

Proprio per prevenire questa deriva, tempo fa avevamo depositato al Prefetto una petizione, sottoscritta da ben 2.500 cittadini di Chivasso e non solo, per chiedere con forza l’istituzione di un presidio fisso di sicurezza all’interno della stazione. Una richiesta chiara, nata dalla voce e dalle preoccupazioni reali dei residenti e dei pendolari, che oggi, alla luce di questi continui e gravi episodi, si rivela non solo tragicamente profetica, ma non più rimandabile.

Non possiamo tollerare che un lavoratore rischi l’incolumità per svolgere il proprio dovere o che i viaggiatori, lavoratori e studenti debbano fuggire terrorizzati per non essere colpiti da schegge di vetro o coinvolti in qualche rissa.

Se la ‘Zona Rossa’ si limita a essere un titolo sulla carta senza un reale e massiccio potenziamento dei controlli e senza quel presidio fisso che i cittadini chiedono a gran voce, rischia di rivelarsi l’ennesimo fallimento burocratico.

Torniamo a chiedere con forza all’amministrazione comunale di smetterla di minimizzare e di farsi parte attiva nei confronti della Prefettura per dare immediato seguito alle 2.500 firme dei chivassesi. Serve un presidio fisso, servono più controlli e serve tolleranza zero.

Non si può più accettare che la nostra cittadina diventi terra di nessuno. Non si può continuare a dire o scrivere continuamente ‘Chivasso c’è’, perché la sicurezza non c’è, la serenità non c’è, mentre regna ancora la paura e il timore di andare a prendere un treno o di fare una semplice passeggiata.

I cittadini sono stanchi e preoccupati.

Questa non è la città che vogliamo e non accettiamo quello che sta diventando.

Ancora una volta, Chivasso non c’è…