Oggi il presidio

Cemento, consumi e ipocrisia: a Chivasso il caso del cantiere dell’ex Consorzio Agrario

Le critiche all'amministrazione Castello e all'assessore Debernardi per la realizzazione del nuovo centro commerciale e del fast food Burger King

Cemento, consumi e ipocrisia: a Chivasso il caso del cantiere dell’ex Consorzio Agrario

Nell’area dell’ex Consorzio Agrario, situata tra Via Po e Via Isonzo a Chivasso, dopo un’apparente battuta d’arresto dovuta a presunte operazioni di bonifica del terreno, sono ricominciati a ritmo serrato i lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale. Un’opera sulla quale è intervenuto subito Potere al Popolo che spiega: “All’interno dell’area spiccherà l’insegna di Burger King, la nota multinazionale americana di fast food finita al centro delle polemiche per la sua vicinanza alle azioni dell’esercito israeliano (IDF) a Gaza. All’interno delle transenne del cantiere inizia già a configurarsi una nuova piattaforma di cemento che incrementerà il caldo estremo e le temperature in città.

L’opera rappresenta l’ennesimo centro commerciale sorto a Chivasso negli ultimi anni sotto l’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Castello. Un intervento che porta con sé un carico di contraddizioni, paradossi e scelte guidate dalla convenienza economica e dalla spartizione degli affari, a scapito della collettività e lontano dai bisogni reali e dalla crisi sociale vissuta dalla cittadinanza”.

Dalla destinazione residenziale alla variante per la grande distribuzione

Gli esponenti chivassesi proseguono: “Inizialmente l’area avrebbe dovuto ospitare un nuovo complesso residenziale da 70 alloggi, un’opzione ritenuta coerente con la crescente necessità abitativa e con l’aumento dei residenti provenienti da un capoluogo sempre più inaccessibile e turistificato. Una variante al PRG, avallata e approvata in primis dall’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Debernardi, ha però stravolto il progetto originario per permettere la costruzione della nuova struttura commerciale.

Lo scorso autunno i residenti della zona, mai coinvolti dall’amministrazione in un tavolo di compartecipazione sulle scelte del quartiere, avevano promosso una raccolta firme per chiedere lo spostamento del centro commerciale in un’area più idonea.

L’insediamento sorge infatti a ridosso dell’abitato, vicino al centro città, adiacente al complesso delle scuole primarie e secondarie di Via Marconi e di fronte alla sede dell’ASL TO4. Un posizionamento critico sia sotto il profilo ambientale — con la creazione di una nuova isola di calore in piena zona residenziale — sia per il modello sociale promoted, basato sulla sottrazione di suolo pubblico, su una cattiva educazione alimentare e sulla quantità dei consumi a scapito della qualità della vita”.

Le contraddizioni politiche e il caso Burger King

“La vicenda evidenzia una vocazione privatistica nella destinazione degli spazi pubblici, ceduti da Palazzo Santa Chiara alle multinazionali. In particolare, la presenza di Burger King — azienda che distribuisce alimenti gratuiti all’esercito israeliano — contrasta con la solidarietà verso il popolo palestinese e con il gemellaggio con la città di Bethlehem in Cisgiordania sbandierati dall’amministrazione di centro-sinistra. – proseguono – La contraddizione appare ancor più evidente analizzando il ruolo dell’assessore Fabrizio Debernardi (Alleanza Verdi Sinistra / Sinistra Ecologista), titolare tra le altre delle deleghe alla tutela dell’ambiente, tutela del suolo, beni comuni e valorizzazione delle frazioni. A maggio 2025, Debernardi e il suo gruppo promossero in sala consiliare l’iniziativa “Voci da Gaza” con ospiti come la Prof.ssa Paola Rivetti e Alex del movimento BDS, i quali invitavano al boicottaggio delle aziende complici del genocidio, tra cui proprio Burger King.

A questo si aggiunge la vicenda del post pubblicato sui social dallo stesso assessore, in cui le macerie della demolizione dell’ex Consorzio Agrario venivano accostate alle distruzioni di Gaza, indicando nella costruzione del fast food la nuova prospettiva nascente. Ulteriori perplessità sorgono a seguito dei bilanci diffusi da AVS sui risultati ambientali raggiunti negli ultimi quattro anni, comunicati proprio mentre si erige un blocco di cemento destinato ad aumentare traffico, inquinamento e difficoltà per il commercio di prossimità, a vantaggio della GDO e delle aziende coinvolte negli scavi.

La richiesta di un’alternativa indipendente

Potere al popolo spiega ancora: “Il quadro delineato dall’attuale giunta di centro-sinistra riflette un orientamento politico distante dalle fasce deboli — come evidenziato anche dalla gestione della vicenda del dormitorio — e focalizzato sul mantenimento delle alleanze di potere in vista delle elezioni amministrative del 2027.

Di fronte a questa gestione si rende necessaria una visione alternativa, fondata sulla partecipazione dal basso e sulle istanze di lavoratori, giovani, studenti, pendolari e anziani. Tra le priorità individuate emerge la necessità di restituire gli spazi pubblici alla collettività e di contrastare il cambiamento climatico tramite l’aumento effettivo delle aree verdi e della piantumazione di alberi, anziché fare semplice propaganda.

Parallelamente, si chiede più sicurezza sociale e investimenti concreti nei presidi sanitari di prossimità, oltre a interventi urgenti sull’edilizia scolastica a fronte di segnalazioni relative a soffitti cedevoli, aule allagate e sbalzi termici negli istituti. Fondamentale appare anche l’adeguamento dei trasporti pubblici e la manutenzione della stazione cittadina, segnata da ritardi, guasti e degrado strutturale, uniti a una pressione istituzionale mirata ai servizi e alla tutela del territorio anziché a interventi di sola facciata”.

L’appuntamento con il presidio

Per contestare l’opera e promuovere la costruzione di un’alternativa politica indipendente, Potere al popolo ha indetto un presidio aperto alla cittadinanza per la giornata di oggi, venerdì 17 giugno, alle ore 18:30, davanti al cantiere del nuovo centro commerciale in Via Torino angolo Via Isonzo, nell’area dell’ex Consorzio Agrario.