Trasparenza

La mappa dei redditi in Consiglio: in quattro sotto la soglia di povertà

Sul podio Claudio Moretti, il sindaco Claudio Castello e Claudia Buo di Liberamente. Nessun dato da Prestia e Doria. Tante "sorprese"

La mappa dei redditi in  Consiglio: in quattro sotto la soglia di povertà

La pubblicazione dei redditi degli amministratori locali è da sempre un appuntamento cruciale per la trasparenza democratica, un momento in cui i cittadini possono osservare da vicino la situazione economica di chi è chiamato a guidare la comunità.

La mappa dei redditi in Consiglio: in quattro sotto la soglia di povertà

I dati estratti dai documento originale pubblicati all’Albo Pretorio offrono uno spaccato estremamente variegato, delineando una mappa finanziaria fatta di picchi notevoli, una solida classe media di professionisti e dipendenti e una coda di cifre sorprendentemente contenute che scivolano persino al di sotto della soglia di povertà relativa calcolata per quell’anno.

La classifica

A guardare tutti dall’alto in basso, con un distacco a dir poco siderale rispetto al resto dell’intera aula, è Claudio Moretti, cardiologo e primario in Ospedale a Chivasso. La sua dichiarazione dei redditi per il 2024 attesta una cifra di 289 mila 375 euro, dato che riflette chiaramente un’attività professionale di altissimo profilo.
Questo picco monumentale stacca nettamente la carica più rilevante a Palazzo Santa Chiara, ovvero il sindaco Claudio Castello, pensionato, il quale si attesta comunque su 93 mila 284 euro, un reddito solido che rispecchia la complessità e l’indennità di Carica.
Al terzo posto di questa ideale piramide finanziaria troviamo Claudia Buo, di LiberaMente, che consolida il podio con un reddito dichiarato di 70 mila 198 euro, chiudendo così il gruppo ristretto degli amministratori che superano la soglia dei settantamila euro annui.
Scendendo un gradino sotto i primi tre della classe, si apre una fitta fascia mediana in cui si concentra la maggior parte degli esponenti politici chivassesi, quasi tutti racchiusi in un fazzoletto di poche migliaia di euro. Questo gruppo è guidato dal presidente del Consiglio Comunale Alfonso Perfetto con 55 mila 732 euro, seguito a strettissimo giro dal vice sindaco Pasquale Centin, che fa registrare una dichiarazione di 55 mila 013 euro. Subito dopo si posizionano l’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Debernardi con 52 mila 782 euro ed Enzo Falbo, capogruppo di Fratelli d’Italia, che dichiara 51 mila 421 euro.
Poco sotto la soglia psicologica dei cinquantamila euro troviamo una serie di amministratori i cui redditi risultano quasi speculari. Tra questi spiccano il consigliere del Pd Tiziano Veggian con 49 mila 753 euro, l’assessore alla cultura Gianluca Vitale con 47 mila 879 euro e l’assessore al bilancio Chiara Casalino, staccata di pochissimi spiccioli a quota 47 mila 753 euro. A completare questa robusta classe media ci pensano il consigliere Domenico Barengo, che ha dichiarato 45 mila 883 euro, il capogruppo del PD Stefano Mazzer con 44 mila 289 euro e infine Adriano Pasteris, capogruppo della civica «Noi per Chivasso» che chiude il blocco superando la barriera dei quarantamila con un totale di 40 mila 443 euro.

Prima di toccare i minimi storici, nella parte bassa della classifica troviamo una fascia di transizione occupata da Cristina Peroglio (PD) con 31 mila 590 euro, seguita dal compagno di partito Giovanni Scnica a quota 25 mila 822 euro e dall’assessore al welfare Cristina Varetto con 22 mila 878 euro.

Sotto la soglia di povertà

Da questo punto in poi, la classifica subisce una contrazione verticale che porta alcuni amministratori a confrontarsi con un parametro statistico alquanto emblematico: la soglia di povertà del 2024, fissata ufficialmente a 14.616 euro.
La prima a trovarsi sotto questo sbarramento statistico è Clara Marta (capogruppo di Forza Italia e consigliera in Città metropolitana), il cui reddito si ferma a 12 mila 964 euro. Scendendo ancora, la situazione si fa fiscalmente ancora più esigua per Veronica Davico (AVS), che dichiara 10 mila 841 euro, per Carla Cena (PD) con 9 mila 499 euro e infine per Emanuela Tappero (FI), che chiude l’elenco dei redditi pervenuti con la cifra più bassa in assoluto, pari a 8 mila 728 euro. Conoscendo i personaggi, è evidente che questi dati non indichino una reale condizione di indigenza, bensì particolari dinamiche fiscali.
Infine, la mappa della trasparenza si conclude con due vistose caselle contrassegnate dalla sigla «ND»: si tratta del capogruppo di «Per Chivasso» Bruno Prestia (non tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi) e di Matteo Doria (documenti non disponibili al momento della pubblicazione) di «Amo Chivasso e le sue Frazioni».