La rigenerazione di un territorio passa anche attraverso la capacità di trasformare un’area tradizionalmente associata al degrado ambientale in un motore di transizione ecologica. È questo il cuore del nuovo progetto che punta al recupero virtuoso della copertura della ex discarica «Chivasso 0» di Regione Pozzo.
Dalla discarica all’energia pulita: il riscatto verde di Chivasso Zero
Quello che un tempo era un sito di smaltimento sta per essere convertito in un moderno polo di produzione di energia pulita, un’operazione dal profondo valore ambientale e sociale che dimostra come anche le aree industriali dismesse possano tornare a nuova vita a beneficio della collettività, dei cittadini e delle micro e piccole imprese del territorio. L’iniziativa, proposta da Seta, prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da ben 654 kWp di potenza che verrà installato direttamente sulla copertura della discarica. L’opera verrà realizzata con la formula «chiavi in mano» da Iren, socio industriale dell’azienda che, attraverso la società Iren Smart Solutions, metterà a disposizione le proprie competenze e si occuperà della manutenzione dell’infrastruttura, mentre Seta manterrà la proprietà dell’impianto. Q
820 MWh annui di energia pulita
uesta sinergia consentirà di produrre circa 820 MWh annui di energia pulita, l’equivalente del fabbisogno di circa 300 famiglie, riducendo al contempo del 50% i consumi energetici della discarica stessa ed evitando l’emissione in atmosfera di ben 241 tonnellate di CO2 all’anno. L’energia non autoconsumata dal sito verrà immessa in rete a servizio del territorio.
L’eccedenza di questa energia sarà messa a disposizione del territorio attraverso la creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), con una quota stimata in circa 800 MWh annui (precisamente 791 MWh/anno secondo il layout di progetto) destinata alla condivisione.
La CER di riferimento individuata dai Comuni per questo percorso è Solar Valley, all’interno della quale Seta, Iren e le amministrazioni locali vestiranno il ruolo di promotori e facilitatori.
All’interno di questo modello, i vantaggi economici derivanti dagli incentivi statali saranno tangibili e distribuiti equamente: l’incentivo garantito dal GSE per vent’anni sarà infatti suddiviso assegnando il 45% al produttore, il 45% ai consumatori e il 10% alla CER stessa, generando così risorse preziose da destinare anche ad attività sociali locali.
Le dichiarazioni ufficiali
Il presidente Carlo Chiama dichiara: «Grazie a questo investimento, approvato dal CAV CB16, i cittadini e le imprese che aderiranno alla CER potranno beneficiare di una parte dell’incentivo garantito dal GSE potendo così abbattere il costo dell’energia con la consapevolezza che parte dell’energia consumata proviene da energia rinnovabile. Ringrazio l’assemblea dei sindaci che ci ha accompagnato in questo investimento».
A fargli eco è l’Amministratore Delegato Nadia Corgiat Loia, socio industriale, che sottolinea l’importanza del lavoro di squadra: «Questo progetto è il risultato di una proficua collaborazione con Iren, che ha messo a disposizione le proprie competenze e la propria consolidata esperienza nella generazione di energia da fonti rinnovabili».
Oltre alla sostenibilità ecologica, l’operazione vanta una grande solidità finanziaria. L’investimento complessivo, pari a un milione 47 mila 315, sarà interamente coperto da un finanziamento esterno e, uscendo dal perimetro della gestione dei rifiuti, non avrà alcun tipo di impatto sulla Tari dei cittadini.
Il direttore Maurizio Finetti descrive così i dettagli finanziari dell’operazione: «L’investimento sarà sostenibile non solo dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche sotto il profilo finanziario attraverso un finanziamento esterno e senza alcuna ricaduta in Tari per i cittadini.
L’investimento sarà completamente ripagato in 14 anni con una durata dell’impianto di almeno 30 anni, che garantirà una redditività media di circa 70 mila euro l’anno per almeno 20 anni (pari alla durata dell’incentivo garantito dal GSE)».
Con una vita utile stimata dell’impianto di almeno 30 anni, l’opera rappresenta una garanzia di rendimento e di tutela ambientale a lunghissimo termine, trasformando un vincolo del passato in una grande risorsa per il futuro energetico locale.