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Scure sui bilanci della Sanità, il caso AslTo4: imposto un taglio record da 69 milioni di euro

I sindacati insorgono contro lo stop al reclutamento e chiedono un tavolo di confronto urgente in Regione

Scure sui bilanci della Sanità, il caso AslTo4: imposto un taglio record da 69 milioni di euro

La Sanità piemontese si trova ad affrontare una fase di profonda tensione istituzionale e sindacale a causa della recente direttiva regionale per la verifica della spesa e il monitoraggio delle risorse umane per il 2026. Il provvedimento, inviato a tutte le Aziende Sanitarie (Asl, Aziende Ospedaliere e Aziende Ospedaliere Universitarie), prevede l’immediata e temporanea sospensione delle nuove procedure di reclutamento, oltre all’obbligo di redigere piani di ridistribuzione interna del personale e di riorganizzazione dei servizi.

Di fronte a queste disposizioni, le segreterie regionali di CISL FP, NurSind, FIALS e Nursing Up hanno inviato una richiesta formale di incontro urgente all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e al Direttore Regionale Adriano Sottile. I sindacati contestano fermamente il termine stringente di 10 giorni assegnato alle aziende per trasmettere i dati, ritenendo che tali documenti necessitino di una valutazione politica e sindacale complessiva a livello centrale e non di un mero adempimento burocratico o di bilancio.

Il caso AslTo4: richiesto un recupero di 69 milioni

In questo contesto di forte austerity, la situazione dell’AslTo4 emerge come il caso più eclatante e problematico dell’intero territorio piemontese. L’Azienda Sanitaria guidata da Luigi Vercellino deve infatti fare i conti con una richiesta di recupero economico pari a 69 milioni di euro, la cifra in assoluto più elevata tra tutte le aziende sanitarie della regione.

Giuseppe Summa e Antonio De Feo, esponenti del NurSind AslTo4, hanno espresso con estrema decisione la propria preoccupazione per una direttiva che giudicano sproporzionata e priva di una motivazione tecnica condivisa. Per i rappresentanti sindacali, i criteri di riparto adottati dalla Regione sollevano forti dubbi e si scontrano apertamente con gli sforzi profusi negli ultimi mesi sul territorio.

Il rischio per le Case e gli Ospedali di Comunità

In questi anni l’AslTo4 ha investe energie e risorse significative per l’attivazione di Case della Comunità e Ospedali di Comunità. Si tratta di nuovi modelli assistenziali che, per funzionare, richiedono inevitabilmente investimenti continui e personale dedicato, elementi che oggi rischiano di essere congelati dal blocco delle assunzioni.

Mentre i sindacati a livello regionale riconoscono che la trasparenza sui dati e la mappatura dei processi siano importanti per fotografare lo stato reale della sanità, viene respinta l’idea che la quadratura del bilancio avvenga a discapito dei lavoratori. Il NurSind e le sigle regionali concordano sul fatto che bloccare le assunzioni, specialmente per alcune figure professionali chiave, sia una scelta rischiosa e pericolosa.

Sofferenza degli organici e ricorso allo straordinario

Gli organici si trovano già in una condizione di sofferenza strutturale, ampiamente testimoniata dal ricorso massiccio al lavoro straordinario che attualmente sostiene il sistema all’interno degli ospedali. Le organizzazioni sindacali chiedono che questi dati vengano messi chiaramente sul tavolo, ribadendo che lo straordinario rappresenta solo il termometro dell’emergenza e non può in alcun modo trasformarsi in una risposta ordinaria o in una «stampella» permanente per coprire i vuoti di personale.

Per evitare l’applicazione di tagli lineari e dannosi, i sindacati hanno richiesto la trasmissione e la condivisione immediata di tutti i piani organizzativi e delle relazioni tecniche che le singole Asl stanno inviando alla Regione, prima che questi vengano validati definitivamente. L’obiettivo primario è l’apertura immediata di un tavolo di discussione ed esame congiunto a livello regionale, capace di garantire uniformità sul territorio e una governance partecipata in una fase così delicata per la tenuta del sistema sanitario.

La richiesta dei sindacati per la sostenibilità del servizio

All’interno di questo confronto, il NurSind pretende che l’azienda torinese sia posta al centro del dibattito, esigendo massima chiarezza sul piano organizzativo-assistenziale e sui fabbisogni reali di personale per talune figure professionali. La sostenibilità economica, concludono i rappresentanti dei lavoratori, resta un dovere amministrativo, ma non può essere perseguita sulle spalle dei professionisti sanitari.