Scoppia il caso al centro estivo organizzato dalla Parrocchia e dal Comune.
La denuncia e i dubbi della madre
Quello che doveva essere un mese di giochi e divertimento per i più piccoli si è trasformato in una vicenda delicata, finita dritta sul tavolo dei Carabinieri della caserma di Livorno Ferraris dopo la denuncia dettagliata di una mamma.
La donna conosceva già l’ambiente, visto che il figlio aveva frequentato la struttura anche negli anni passati. Proprio per questo, durante la riunione di presentazione del centro estivo, aveva sollevato apertamente alcuni dubbi. La sua speranza era quella di risolvere in anticipo due problemi che le stavano a cuore: il modo in cui venivano gestiti i bambini e l’organizzazione del pranzo. Purtroppo, però, le cose non sono andate come lei sperava.
Le accuse contenute nel verbale
Nel verbale consegnato ai militari, la mamma ha raccontato i comportamenti a cui sarebbe stato sottoposto il figlio in età da scuola primaria. La donna ha spiegato che suo figlio ha raccontato : «un educatore mi ha dato un colpo sulla fronte dicendo testuali parole “Ehi bello se non ti insegnano l’educazione a casa te la insegno io a pugni”». «Un’altra educatrice, invece, per punirlo lo ha costretto a correre sotto al sole a 40° e nell’ora dei compiti lo ha preso in giro ripetutamente con frasi del tipo “Tutti i problemi ce li hai tu”» racconta ancora la mamma che proprio per via di un disturbo dell’apprendimento, aveva scelto di non fargli fare i compiti in oratorio. Ma non è tutto: il genitore ha aggiunto «all’interno della struttura non viene somministrato abbastanza cibo ai bambini e spesso manca l’acqua potabile oltre al fatto che tutti i bambini vengono castigati con punizioni del tipo: raccogliere la spazzatura sotto il sole, alle volte vengono messi a sedere sulle sedie sotto il sole o costretti a correre intorno al campo da calcio» afferma la mamma senza alcun timore.
Il ritiro dei figli dal centro estivo
Dopo aver scoperto questi fatti, la reazione della famiglia è stata immediata. Il giorno stesso della denuncia nei confronti dell’educatore, la mamma ha ritirato i due figli, che da quel momento non hanno più messo piede al centro estivo. La donna ha inoltre confermato che le sono già stati restituiti tutti i soldi delle rette per le settimane non frequentate.
La posizione dell’amministrazione comunale
Dopo aver ascoltato e letto le parole della mamma, abbiamo contattato il vicesindaco Adelangela Demaria, che ha spiegato il ruolo del Comune nel Centro estivo parrocchiale: «Il Comune non è coorganizzatore, ma si limita a erogare un contributo. Le responsabilità ricadono interamente sulla Parrocchia, come previsto dall’accordo firmato dalla stessa e, più precisamente, dal Vicario Monsignor Stefano Bedello. Il Comune si limita a concedere un contributo economico di 30mila euro, la tensostruttura con il relativo montaggio, il servizio mensa, la copertura dei costi delle utenze per i locali della scuola dell’infanzia, oltre al pagamento delle spese relative all’autobus e all’ingresso in piscina. Una sorta di appalto, dunque, affidato alla Parrocchia.
Di questa denuncia formale ai Carabinieri non ero a conoscenza e aspetterò di leggerne i contenuti quando ci metteranno in copia.
Come segnalazioni, invece, ho ricevuto la telefonata di una mamma a cui ho spiegato di rivolgersi alla Parrocchia, poiché la responsabilità fa capo proprio a quest’ultima».
Le dichiarazioni del Vicario parrocchiale
Dal canto suo, il Vicario Monsignor Stefano Bedello, amministratore delle parrocchie di Saluggia e di Sant’Antonino dopo la scomparsa improvvisa di don Enrico Triminì, spiega: «Il centro estivo è organizzato dalla parrocchia insieme al Comune: si tratta, infatti, di una centro estivo unificato. Naturalmente, la responsabilità civile e penale fa capo all’amministratore parrocchiale, ruolo che ricopro io a seguito della scomparsa del precedente sacerdote.
Al momento non sono a conoscenza di questi fatti né della denuncia. Non ho ricevuto segnalazioni dai collaboratori presenti, anche perché non sono sempre a Saluggia, dovendo ricoprire il ruolo di Vicario a Vercelli e amministrare altre parrocchie. Ciò che posso affermare con certezza è che verificherò l’accaduto: se questi episodi dovessero trovare conferma, saranno da stigmatizzare e prenderemo i dovuti provvedimenti. Ripeto, però, che devo prima svolgere i dovuti accertamenti.
Ci tengo infine a precisare che i quaranta animatori presenti sono tutti ragazzi e ragazze delle scuole superiori, educati e ben formati, che conosco personalmente».
L’intervento delle forze dell’ordine
Adesso toccherà alle forze dell’ordine fare chiarezza su cosa sia successo davvero.