l'analisi

Quando la politica… paga

Il sindaco Claudio Castello ha la metà del reddito legato alla carica, l’assessore al welfare Cristina Varetto il 95%

Quando la politica… paga

Tra le storiche mura di Palazzo Santa Chiara, sede istituzionale degli uffici comunali di Chivasso, la trasparenza amministrativa compie il suo annuale passo ufficiale con la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni patrimoniali e ai redditi dei componenti della giunta e della presidenza del Consiglio.

Il bilancio della trasparenza amministrativa a Chivasso

Questo adempimento, volto a rafforzare il rapporto di fiducia tra i cittadini e chi li rappresenta, offre una fotografia dettagliata e accurata dell’equilibrio economico tra l’attività lavorativa privata dei singoli amministratori e l’indennità percepita per lo svolgimento delle funzioni pubbliche.

Se la scorsa settimana avevamo fatto una carrellata molto generica, analizzando i redditi di consiglieri ed assessori, ora ci soffermiamo su chi, per la propria carica, ha un vero e proprio stipendio.

L’analisi complessiva della squadra di governo chivassese mostra dinamiche eterogenee, con un reddito medio complessivo che si attesta su una cifra di poco superiore ai 53 mila 500 euro e un compenso medio per le cariche pubbliche pari a circa 21 mila 500 euro.

I vertici

In cima alla classifica delle dichiarazioni patrimoniali si colloca il sindaco, Claudio Castello. Il primo cittadino registra un reddito complessivo di 93 mila 284 euro, un valore che deriva da un bilanciamento quasi paritario tra il privato (la pensione) e il ruolo istituzionale. Nello specifico, la dichiarazione di Castello evidenzia un reddito personale di 42 mila 597 euro affiancato da un’indennità da incarico di 49 mila 680 euro, a cui si somma una quota marginale di 1.007 euro derivante da altre fonti di reddito.

Al secondo posto si posiziona Alfonso Perfetto, presidente del Consiglio Comunale, il cui reddito complessivo dichiarato è di 55 mila 732 euro. Nel suo caso, il privato garantisce un’entrata di 33 mila 034 euro, mentre la carica istituzionale di presidente dell’aula di Palazzo Santa Chiara comporta un’indennità di 22 mila 356 euro, completata da una quota minima di 342 euro sotto la voce di altri redditi.

I redditi del vicesindaco e degli assessori

Segue a brevissima distanza il vicesindaco e assessore Pasquale Centin, il quale presenta un reddito complessivo di 55 mila 013 euro. Centin mostra una forte prevalenza del reddito personale privato, che tocca i 41 mila 050 euro, a fronte di un compenso legato alla carica pubblica pari a 13 mila 662 euro e ad altri redditi calcolati in 301 euro. Essendo dipendente, la sua quota «pubblica» è dimezzata, e lo stesso vale per quasi tutti i colleghi di Giunta.

Scendendo nella graduatoria degli amministratori di Chivasso, troviamo l’assessore Fabrizio Debernardi con un reddito complessivo di 52 mila 123 euro. La sua dichiarazione si suddivide in 29 mila 767 euro «personali» e 22 mila 356 euro dovuti all’indennità di carica, senza ulteriori voci di reddito aggiuntive.

Le cifre degli assessori Vitale, Casalino e Varetto

Subito dopo si attestano, quasi appaiati, gli assessori Gianluca Vitale e Chiara Casalino. Vitale dichiara un reddito complessivo di 47 mila 879 euro, in cui la componente privata prevale nettamente con 36 mila 261 euro rispetto ai 11 mila 178 euro percepiti per l’incarico pubblico, a cui si aggiungono 440 euro di altre entrate. Casalino registra invece un totale complessivo di 47 mila 753 euro. La particolarità del profilo di Casalino risiede nella quota più significativa dell’intera giunta alla voce di altri redditi, pari a 6 mila 516 euro, che va a sommarsi a un reddito personale di 30 mila 059 euro e alla medesima indennità da assessore di 11 mila 178 euro.

Una dinamica diametralmente opposta rispetto al resto della giunta è rappresentata dal profilo dell’assessore Cristina Varetto. Con un reddito complessivo di 22 mila 878 euro, l’indennità pubblica derivante dall’incarico amministrativo costituisce il pilastro quasi esclusivo del suo sostentamento economico. La cifra percepita per la carica pubblica è infatti pari a 21 mila 738 euro, rappresentando circa il 95% delle sue entrate complessive, a fronte di un reddito personale privato che si attesta sulla soglia minima di mille 140 euro.

La trasparenza di queste cifre garantisce ai cittadini uno strumento chiaro per valutare l’operato e l’indipendenza dei propri rappresentanti politici.