«Il prezzo di questo mercato è uno dei più cari e il nostro obbiettivo è portare il problema all’attenzione degli enti che si occupano di ripristinarlo, cercando di farlo nella maniera più utile. Abbassare il costo della piazza incentiva gli hobbisti e gli artigiani a portare prodotti e espositori».
Questo il testo della petizione, creata sulla piattaforma change.org dalla chivassese Ylenia Nucera (https://www.change.org/p/merc%C3%A0-d-
la-tola – QUI), che ha come obiettivo, appunto, far abbassare il prezzo del «plateatico» al Mercà d’la Tola di Chivasso, recentemente riproposto dopo un lungo periodo di stop.
Mercà d’la Tola o… d’oro? «Abbassate subito i costi»
Ufficialmente l’appuntamento previsto per domenica 26 luglio è stato cancellato a causa del caldo, ma a quanto pare a tener lontani gli espositori è stato anche il costo che avrebbero dovuto sostenere: da 50 a 70 euro, a fronte dei 10 – 30 richiesti in altri mercatini simili.
«Orribile le postazioni scelte – spiegano gli hobbisti – e una presa in giro i prezzi gonfiati con la scusa dei parcheggi assegnati o della possibilità dell’auto dietro al banco».
Un tema sollevato anche da LiberaMente
Un problema, quello del caro mercato, arrivato anche alle orecchie di Claudia Buo, capogruppo di LiberaMente Democratici in Consiglio Comunale: «L’inaugurazione del mercato d’la Tola è stata bellissima, ma forse il progetto andava pensato un po’ meglio. Un plateatico così elevato non è giustificabile per un’iniziativa alla quale gli espositori partecipano soprattutto per passione, non certo per realizzare grandi guadagni. L’amministrazione faccia la sua parte, eviti di lucrare troppo e riduca le tariffe. Meno lustrini e più attenzione alla sostenibilità darebbero un futuro più solido a un progetto che oggi, invece, mostra già il fiato corto».
A questo punto non resta che attendere eventuali contromisure dell’amministrazione, con la consapevolezza che a rischio c’è l’intera manifestazione.