Dopo due anni dai banchi della minoranza, l’ex primo cittadino Diego Marchetti traccia un bilancio fortemente critico sull’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Testore. Con lui e l’ex assessore Stefania Crittino. L’analisi mette al centro della polemica le scelte di gestione finanziaria, la carenza di programmazione e i continui ritardi registrati sulle opere pubbliche.
Cigliano, minoranza all’attacco: «Due anni di fallimenti e milioni sprecati»
Per descrivere l’atteggiamento tenuto dal sindaco nell’ultimo biennio, Diego Marchetti ricorre a un’immagine ben precisa: «Sono stati due anni di battaglie per la legalità. Testore si comporta come un imperatore romano: per coprire il mancato rispetto delle promesse elettorali e distrarre la comunità, offre feste e baccanali. Ad oggi non è stato fatto nulla se non l’ordinaria amministrazione».
Secondo l’ex sindaco, la priorità assoluta avrebbe dovuto essere il completamento dei cantieri e dei progetti già avviati o programmati dalla precedente amministrazione: «In due anni bisognava completare subito i lavori per il centro storico, l’area del campanile e via Fratelli Rosselli. Avevano promesso interventi su ex Bar Italia, Carpeneto, Ortensia Marengo e al circolo della Petiva, ma è tutto fermo. In questo modo sono stati sprecati tre milioni di euro».
L’avanzo di amministrazione
Il punto più caldo della contestazione riguarda la spesa dell’avanzo di amministrazione lasciato in eredità alla nuova giunta: «Hanno impiegato quelle risorse per manutenzioni ordinarie, come le asfaltature, facendole passare per straordinarie. Abbiamo consegnato sei milioni di euro tra avanzo e accantonamenti, ma di quei tre milioni di avanzo restano solo 250.000 euro»,
Sulla questione del contenzioso GSE, spesso citata dalla maggioranza per giustificare le difficoltà economiche, Marchetti contesta la condotta finanziaria: «Sapevamo tutti della situazione del GSE. Quegli 800.000 euro si potevano dilazionare nel tempo anziché versarli tutti subito. Mettendo l’intera cifra a bilancio quando i fondi erano già prosciugati, il Comune è rimasto a secco».
Stefania Crittino si focalizza sulle ripercussioni delle manovre di bilancio e sulle scelte di taglio ai capitoli di spesa: «Il GSE è un imprevisto da affrontare, esattamente come per noi è stata la pandemia. Ma se accantoni 900.000 euro, perché nello stesso Consiglio ne applichi altri 600.000? Si doveva agire gradualmente e in sede di previsione, non con una variazione dopo cinque mesi».
L’ex assessore evidenzia infine il contraccolpo subito dai servizi fondamentali per i cittadini: «Sono stati tagliati 75.000 euro ai servizi per anziani e giovani, mantenendo intatte le spese per le manifestazioni. Si lavora allo scoperto confidando di pareggiare i conti solo a fine anno. Se arrivasse un’emergenza improvvisa, il Comune non avrebbe alcuna copertura».
Diego Marchetti conclude con una sintesi netta sul biennio di governo: «Se devo usare un solo termine per giudicare questi due anni di amministrazione, questo è: incapacità politica e gestionale».