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Gli eterni secondi: tutti «crescono», la città sta a guardare

Torrazza, Rondissone, Trino, Settimo, San Mauro: tutti crescono...

Gli eterni secondi: tutti «crescono», la città sta a guardare

In attesa di qualche nuovo mirabolante annuncio (tranquilli, si vota tra meno di un anno e quindi tempo qualche mese saremo tutti convocati a Palazzo Santa Chiara per una conferenza stampa «che cambierà il futuro della città»), la cronaca non può che essere impietosa.

Gli eterni secondi: tutti «crescono», la città sta a guardare

Per l’ennesima volta Chivasso si trova a guardare da una finestra supponente e dorata la crescita di quei «piccoli Comuni» che continua a considerare meno di zero pur volendone essere capofila, realtà che dimostrano come gli investitori «seri» esistano ancora.
Palazzo Santa Chiara, invece, continua a dar retta a venditori di fumo e teatranti che nonostante il castello di promesse non hanno ancora posato un solo mattone, ad esempio, nell’area dell’ex Lancia.
Altrove si costruisce, qui si aspetta (e si spera)

Torrazza, Rondissone, Trino, Settimo, San Mauro: tutti crescono e Chivasso sta a guardare

L’origine di questa analisi è legata a Torrazza Piemonte, o meglio al recente annuncio del sindaco Massimo Rozzino (uno che alle parole preferisce i fatti) in merito alla realizzazione di un Data Center (centro di elaborazione dati) nell’area delle ex fornaci, ambito industriale da tempo abbandonato.
Data Center che si aggiunge al maxi polo logistico di Amazon (oltre 1500 dipendenti) e al Torrazza Piemonte Logistics Park (Europa Risorse SGR): «Costruito secondo elevati standard qualitativi – si legge nel sito della società – sviluppa una superficie coperta di 61 mila 276 mq con 72 baie di carico, suddivisibile in comparti da 10 mila mq e con un’altezza massima sotto trave pari a 12 m».
Basta spostarsi di qualche chilometro e si arriva a Rondissone, dove «Aer Soléir», una società irlandese attiva nello sviluppo di progetti rinnovabili e di stoccaggio energetico in Europa, ha avviato i lavori per la realizzazione di un impianto di accumulo elettrochimico (BESS – Battery Energy Storage System). L’impianto, il più grande in Italia e tra i maggiori d’Europa, avrà una potenza di 250 MW e una capacità di accumulo di 1 GWh. Sì, è vero, ne sarà realizzato uno simile anche a Chivasso, ma solo perché il lotto di terreno interessato è confinante a quello di Rondissone, sempre accanto alla Stazione Elettrica Terna (di Rondissone…).
Guardando ad est arriviamo a Crescentino, dove sulle ceneri dell’ex Teksid «Eni Versalis» ha realizzato un centro industriale strategico dedicato interamente alla chimica da fonti rinnovabili e alla produzione di biocarburanti avanzati.
Se poi si ha voglia di arrivare fino a Trino Vercellese (7 mila 200 abitanti a mezz’ora di macchina dalla Torre Ottagonale), non si può far altro che allargare le braccia. Al posto dell’ex centrale nucleare «Enrico Fermi» (in fase di dismissione da Sogin) sorgerà molto probabilmente un Data Center (sempre che non si arrivi all’installazione di piccoli reattori modulari – SMR – Rolls Royce da 470 megawatt in grado di fornire energia a un milione di case, o delle due cose insieme), mentre la «Galileo Ferraris» di località Castell’Apertole (sempre 30 minuti da Chivasso) è già pronta a rinascere come uno dei principali poli europei per l’elaborazione dei dati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. «Per la realizzazione del sito – spiega la Regione Piemonte – è previsto un investimento di circa 4 miliardi di euro, l’impiego di circa mille 200 lavoratori durante la fase di costruzione con punte superiori a due mila a regime, di 300-350 occupati altamente qualificati, oltre a un indotto stimato in circa mille ulteriori posti. Il cronoprogramma prevede l’avvio della conferenza dei servizi entro la fine del 2026, l’autorizzazione unica entro il 2027 e l’entrata in esercizio del primo lotto nel 2028». Per dire.
Ad ovest, invece, la situazione non cambia.
A Settimo Torinese è persino difficile tenere il conto dei progetti già diventati realtà (dal Torino Outlet Village al Settimo Cielo, che cresce praticamente ogni giorno) senza dimenticare la logistica del polo I-Dika del gruppo Sogedim (fino a 30 mila metri quadrati di spazi immediatamente disponibili), ma è San Mauro che dovrebbe far venire la voglia di sbattere la testa contro il muro.
La città delle fragole ospita infatti lo «SpacePark di Argotec» una delle fabbriche spaziali più avanzate d’Europa inaugurata ufficialmente il 18 ottobre 2024. Il centro nasce dalla riqualificazione architettonica delle ex Cartiere Burgo, la celebre struttura a forma di «astronave» progettata nel 1978 dall’architetto Oscar Niemeyer. L’edificio è stato convertito in un polo industriale ad altissima tecnologia con un investimento di 25 milioni di euro, implementando una logica a «consumo di suolo zero».
E noi? Niente, noi stiamo a guardare, come a teatro. Ma il nostro palco, purtroppo, è vuoto.