A Brandizzo si torna a parlare della truffa dello specchietto.
Torna la truffa dello specchietto
L’ultimo episodio è stato segnalato lunedì 17 agosto nei pressi del Ristorante La Pineta, dove il conducente di una Mercedes bianca avrebbe cercato di mettere in atto il raggiro. Non si tratta di un caso isolato: si tratta infatti di una tecnica ciclica e già nota, tornata a far sentire la sua presenza lungo le strade della zona.
Come funziona
È uno dei raggiri stradali più classici e punta a cogliere di sorpresa l’automobilista, facendo leva sul senso di colpa o sull’agitazione del momento. La dinamica si sviluppa solitamente in quattro fasi ben precise.
Tutto inizia con il finto urto: mentre l’automobile della vittima transita, il truffatore lancia un piccolo oggetto (come una pallina di gomma, un sasso o una monetina) contro la carrozzeria per provocare un rumore sordo, simile a un impatto. Subito dopo scatta l’invito ad accostare, con il malintenzionato che lampeggia, suona il clacson o fa gesti visibili per costringere il conducente a fermarsi a bordo strada.
Una volta scesi dai veicoli, si passa alla contestazione del danno: il truffatore mostra il proprio specchietto retrovisore già danneggiato in precedenza, sostenendo che la colpa sia del passaggio della vittima. Infine arriva la richiesta di contanti: per evitare di attivare le procedure assicurative, con il pretesto di non far salire il premio o di risolvere la questione rapidamente, viene chiesta una somma in contanti sul momento, solitamente compresa tra i 50 e i 200 euro.
Un fenomeno che si ripete sul territorio
Non è la prima volta che ciò accade. Questo genere di truffa viene ciclicamente riproposto da malintenzionati nel Chivassese.
Per evitare di cadere nella trappola, la regola principale è la fermezza. Non bisogna mai consegnare denaro contante a titolo di risarcimento immediato, ma è sempre opportuno proporre la compilazione del modulo CID per la contestazione amichevole o l’intervento delle forze dell’ordine. In caso di dubbio è fondamentale chiamare subito il 112: nella quasi totalità dei casi, la sola menzione dell’arrivo di Carabinieri o Polizia induce il truffatore ad allontanarsi rapidamente.