Il caso

Chiusura dell’area museale, è scontro sul “Museum Vischorum”

Il Comune cede l'immobile al club sportivo. La Giunta garantisce un futuro trasferimento dei reperti in un secondo locale, ma è polemica

Chiusura dell’area museale, è scontro sul “Museum Vischorum”

Quale futuro per Il “Museum Vischorum”? Dura oramai da settimane la diatriba tra l’Amministrazione Comunale e il neonato “Comitato per salvare il Museum Vischorum dalla distruzione”, la causa va ricercata nella decisione da parte del Comune di concedere in affitto la sede del Museo alla «Canoa Candia ASD» per quattro anni con un canone di affitto annuo di 400,00 euro, oneri gestionali, quali sorveglianza, custodia, pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali a carico dell’associazione.

Chiusura dell’area museale, è scontro sul “Museum Vischorum”

«L’avviso pubblico di manifestazione di interesse era stato pubblicato sul sito internet istituzionale del Comune dal 24 febbraio scorso – dichiara il sindaco Federico Merlo – e il termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni di interesse era previsto per il 4 marzo successivo. Entro tale data è pervenuta una sola manifestazione di interesse, quella appunto della Canoa Candia ASD. La scelta di destinare l’attuale locale ad altre attività non nasce oggi, non è una decisione improvvisata era un impegno che avevamo assunto pubblicamente durante la campagna elettorale in quanto quel locale non è più adeguato a ospitare un museo. La nostra volontà è quella di individuare un’altra sede comunale, oggi inutilizzata, che è l’ex dopo lavoro da riqualificare attraverso la ricerca di finanziamenti e risorse dedicate, come ad esempio i fondi di coesione 2028».

“Conservare e valorizzare il patrimonio culturale, storico, sociale, tradizionale del passato”

Il Museum Vischorum era nato nel 2004 per volontà dell’allora Amministrazione Comunale, in collaborazione con il gruppo Pensionati e Anziani e l’associazione Natura e Paese, con lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio culturale, storico, sociale, tradizionale del passato. «Il Museo raccoglie manufatti, attrezzi di lavoro, oggetti di uso quotidiano, suppellettili, biancheria, vestiario, mobilio del mondo contadino e cimeli di guerra, dell’Ottocento e del Novecento, abbracciando un arco temporale di oltre 150 anni – spiegano i componenti del Comitato di cui fa parte anche l’ex sindaco Mario Pignochino – le collezioni sono costituite da oggetti donati dalla popolazione Vischese che fino a qualche tempo fa ha continuato a sostenerlo, portando ricordi delle proprie famiglie. Per molti anni il Museo ha offerto a scolaresche, gruppi, gite organizzate e con aperture straordinarie in occasione di Festività, la possibilità di conoscere il mondo contadino, attraverso un organico e suggestivo percorso di visita e accompagnati da volontari del gruppo Anziani, da qualche anno il Museo è chiuso. Su queste basi l’Amministrazione Comunale ha deciso di smantellare il Museo, senza cercare soluzioni alternative e senza consultare le associazioni e i gruppi che lo avevano allestito e mantenuto nel tempo. La notizia ha fatto scalpore nel paese, presso quelle persone particolarmente sensibili alle tematiche culturali e presso le famiglie che generosamente avevano donato o dato in prestito i ricordi personali perché diventassero patrimonio comunitario. Inoltre, riteniamo che, per un amministratore comunale, avere la disponibilità e l’umiltà di ascoltare chi l’ha preceduto nella funzione amministrativa potrebbe essere una risorsa importante, per evitare errori grossolani. Il Sindaco ha citato il suo Programma Elettorale che alla voce “Cultura” indicava: “Verranno riqualificati e riorganizzati i locali del Museo Etnologico e della Biblioteca Comunale”. Ottimo, si prospettava una miglioria dei locali! A tutt’oggi però la situazione di queste due realtà culturali è di degrado: museo e biblioteca sono chiusi da anni e i materiali lì contenuti versano in condizioni di totale abbandono. Per concretizzare un Programma Elettorale non bastano le parole, occorre creare i presupposti su cui realizzarlo nel modo più corretto. Noi riteniamo che l’Amministrazione non abbia creato nessun presupposto. Riguardo al museo il primo passaggio doveva consistere nella individuazione di nuovi locali migliorativi rispetto alla situazione attuale oppure nel rendere più accessibile e idoneo il locale esistente, con interventi infrastrutturali. Quello che sta succedendo invece è l’esatto contrario. È stato affittato l’attuale locale del museo, peraltro ancora completo di oggetti e attrezzi. Nella sua comunicazione il Sindaco precisa che si potrebbero richiedere i Fondi di Coesione 2028 per apportare le migliorie necessarie al locale ex-dopolavoro, individuato forse come sede del futuro museo. A noi questa affermazione sembra semplicistica ed elusiva, un tentativo di rimandare in un futuro lontano un problema di stretta attualità. Le domande da porre al Sindaco sono molto chiare: Perché c’era questa necessità e questa urgenza di affittare un locale che non è ancora libero, se la scelta amministrativa era quella di rimandare al 2028 l’ipotesi di riqualificazione del museo, vincolata alla concessione dei Fondi di Coesione? Cosa pensate di fare del rilevante patrimonio museale, composto anche da attrezzature agricole grandi e ingombranti come un aratro, una sgranatrice per granoturco, gli attrezzi di vari artigiani e mobilio, se intendete affittare il locale ora? Noi e tanta parte della popolazione Vischese ci aspettiamo un ripensamento da parte del Sindaco e degli Amministratori, per evitare che il nostro Museum Vischorum e gli oggetti in esso contenuti siano persi per sempre».