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Da Sharm al Regina Margherita: Younes è tornato a casa

Oggi all'ospedale pediatrico ci sarà una conferenza per indicare i dettagli

Da Sharm al Regina Margherita: Younes è tornato a casa

Un’operazione complessa, durata un mese intero e condotta sul filo del rasoio tra diplomazia, medicina e solidarietà. Younes, il bambino di sei anni e mezzo residente a Brandizzo rimasto gravemente ferito durante una vacanza in Egitto ieri, giovedì 3 settembre 2026, è finalmente rientrato in Italia. Il piccolo è stato preso in carico dai medici dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, mettendo fine a una drammatica attesa iniziata il 3 agosto.

La dinamica dell’incidente e il ricovero in Egitto

Tutto è cominciato nel primo giorno di vacanza della famiglia a Sharm El Sheikh. Mentre si trovava nella zona piscina dell’albergo, Younes è scivolato battendo violentemente la testa. Le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate: i sanitari dell’ospedale internazionale Piramide gli hanno riscontrato un grave trauma cranico accompagnato da un esteso edema cerebrale, disponendo il ricovero immediato in terapia intensiva e il coma farmacologico.

Di fronte a un quadro clinico estremamente delicato, la famiglia ha chiesto fin dai primi giorni di poter riportare il figlio in Italia. Tuttavia, l’organizzazione di un rimpatrio sanitario in condizioni neurologiche così compromesse ha presentato ostacoli quasi insormontabili:

  • Stabilità clinica: Necessità del via libera dei medici per garantire che il bambino potesse sopportare lo sbalzo di pressione e lo stress del volo senza subire ulteriori danni.

  • Logistica sanitaria: Esigenza di un’aeroambulanza configurata come un reparto di rianimazione pediatrica volante, con apparecchiature di ventilazione avanzata e personale specializzato.

  • Costi elevati: In assenza di una polizza assicurativa per viaggi extra-UE, i costi per il solo volo sanitario si aggiravano tra i 60 e gli 80 mila euro, a cui si aggiungevano le spese della degenza egiziana.

La rete della solidarietà e l’intervento delle istituzioni

Così i è messa in moto una straordinaria gara di solidarietà. Una raccolta fondi nata dal basso ha mobilitato in pochi giorni migliaia di donatori, trasformando il caso di Brandizzo in una vicenda di risonanza nazionale.

Parallelamente si è attivata la macchina diplomatica. La Farnesina, guidata dal ministro Antonio Tajani, ha coordinato le operazioni tramite l’Ambasciata italiana al Cairo e il consolato onorario. Le istituzioni italiane, in stretta collaborazione con la Regione Piemonte e le autorità locali egiziane, hanno favorito il raccordo tra la struttura ospedaliera di Sharm, il Regina Margherita e la fondazione che ha organizzato il trasporto, contribuendo anche alla copertura di parte delle spese mediche sostenute all’estero.

L’arrivo a Torino e le prossime tappe cliniche

Ottenuto l’imprescindibile benestare dei rianimatori, giovedì 3 settembre l’aeroambulanza è decollata dall’Egitto per atterrare a Torino.

I dettagli aggiornati sul quadro clinico e sulle strategie terapeutiche verranno resi noti dai sanitari, insieme alla madre e allo zio di Younes, durante la conferenza stampa ufficiale indetta presso l’aula magna della struttura pediatrica. Dopo settimane di angoscia, Younes può ora affrontare la sua battaglia più importante a casa, circondato dall’affetto della sua famiglia e dalle cure dell’eccellenza medica italiana.