Il 30 settembre 2026, si aprirà ad Ivrea il processo per i cinque operai morti il 30 agosto 2023 sul binario uno nella stazione ferroviaria di Brandizzo.
Strage sui binari, alla vigilia del processo Rfi avvia i risarcimenti
Il 30 settembre si aprirà ad Ivrea il processo per i cinque operai (Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà) morti il 30 agosto 2023 sul binario uno nella stazione ferroviaria di Brandizzo: sono 21 gli indagati e i familiari delle vittime si augurano che questo sia un nuovo inizio, che sia l’apertura di un percorso che porti a fare luce su questa tragedia che oggi è una dolorosa ferita aperta. Gli avvocati di RFI e i legali dei familiari degli operai deceduti hanno intavolato interlocuzioni per definire gli indennizzi. Alcuni parenti (in particolare legati ad alcune delle vittime come Zanera e Lombardo) avrebbero accettato le offerte risarcitorie proposte dall’azienda. Altri familiari, tra cui il fratello di Kevin Laganà, hanno rifiutato l’offerta, dichiarando di voler procedere in aula per «Battere i pugni e chiedere giustizia» anziché accettare un accordo economico prima del dibattimento.
Il dolore dei familiari
«Credo nella giustizia, che vada avanti e che faccia il suo corso – dice Edoardo Aversa – per punire i colpevoli, quelli che hanno mandato i ragazzi a lavorare che comunque sono stipendiati per farsi carico delle responsabilità. E che vengano puniti per quello che hanno fatto».
«Sono fiducioso nella magistratura di Ivrea – dice Massimo Laganà, papà di Kevin – perché venga fatta giustizia per mio figlio e per gli altri ragazzi. Non si può morire così. Si parla, si parla ma fatti ancora nulla. Perché le persone che hanno causato la morte di mio figlio e degli altri ragazzi ancora lavorano tranquillamente e li ho visti personalmente. Noi saremo con la Magistratura di Ivrea perché venga almeno fatta giustizia. Ci sono i video di mio figlio e delle ferrovie e tutta Italia sa cosa è successo quella sera. In tre anni nulla si è mosso, adesso vediamo cosa capita. Non capisco perché ancora non si sia mosso nulla. E’ un dolore atroce, ogni giorno è sempre più forte. Ringrazio Brandizzo e tutte le persone presenti che sostengono mio figlio e i suoi colleghi».
Rete Ferroviaria Italiana (RFI) intanto avrebbe avviato trattative e raggiunto i primi accordi extragiudiziali per il risarcimento dei familiari delle cinque vittime della strage di Brandizzo, alla vigilia dell’inizio del processo.