Autonomia Socialista interviene con una presa di posizione formale sulla vendita della sede storica della Pro Loco «L’Agricola» a Chivasso, chiedendo l’intervento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino.
«Un luogo dell’identità cittadina che appartiene a tutti»
Marco Riva Cambrino di Autonomia Socialista spiega:
«In gioco non c’è soltanto un edificio: c’è un luogo dell’identità cittadina, il balcone da cui ogni anno, nel Carnevale Storico, il Sindaco consegna all’Abbà le chiavi della Città. Da quel balcone passa una delle tradizioni più sentite di Chivasso. Non è un dettaglio d’arredo urbano, ma un gesto collettivo che si rinnova ogni anno e che lega la città alla propria storia. Un bene di questo tipo non può essere consegnato all’esito di una trattativa privata, condotta per passaparola, senza che la collettività abbia voce in capitolo. Riconosciamo il ruolo e le ragioni della Pro Loco “L’Agricola”, associazione a cui la città deve molto: proprio per questo riteniamo che la sua sede storica meriti un’attenzione pubblica, non l’indifferenza».
La richiesta alla Soprintendenza
Riva Cambrino prosegue:
«Abbiamo chiesto alla Soprintendenza di accertare, anzitutto, se Palazzo Rubatto sia già sottoposto a vincolo: in tal caso la vendita andrebbe denunciata, e lo Stato, la Regione o il Comune potrebbero esercitare il diritto di prelazione. Ove il vincolo non sussista, abbiamo chiesto di valutare l’avvio della verifica dell’interesse culturale prevista dal Codice dei beni culturali (art. 12 del D.Lgs. 42/2004): trattandosi di un immobile storico di proprietà di un’associazione senza fini di lucro, esistono i presupposti perché quella verifica venga presa in esame, con l’effetto che il bene resterebbe soggetto alle norme di tutela fino al suo esito. Non spetta a un cittadino stabilire se un edificio vada tutelato: spetta segnalarlo, e alla Soprintendenza decidere. Ma se il procedimento sarà aperto, i tempi di un’eventuale vendita non li detterà più un passaparola: li detterà l’interesse pubblico».
L’istanza in Comune per la trasparenza e la destinazione pubblica
«Parallelamente abbiamo depositato al Comune di Chivasso un’istanza di accesso civico, per sapere se esistano vincoli, contributi pubblici o convenzioni che riguardino l’immobile e il suo uso, a partire dalla stessa proclamazione dell’Abbà. La città ha diritto di disporre di tutti gli elementi per decidere con cognizione di causa. Autonomia Socialista è convinta che un bene simbolico come Palazzo Rubatto debba restare alla città e trovare una destinazione pubblica all’altezza della sua storia. Salvaguardarlo oggi significa non doverne piangere la perdita domani» conclude Riva Cambrino.