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Palazzo Rubatto in vendita, Forza Italia chiede al Comune di acquistarlo

Clara Marta ed Emanuela Tappero presentano un ordine del giorno per fermare la cessione ai privati. «L'amministrazione verifichi i vincoli e acquisti l'immobile»

Palazzo Rubatto in vendita, Forza Italia chiede al Comune di acquistarlo

Sul delicato caso della paventata vendita della sede della Pro Loco a Palazzo Rubatto intervengono duramente i consiglieri d’opposizione Clara Marta ed Emanuela Tappero, che chiedono un intervento diretto e immediato da parte dell’amministrazione comunale.

Palazzo Rubatto, Forza Italia chiede al Comune di acquistarlo

Le due esponenti di Forza Italia in Consiglio comunale a Chivasso intervengono spiegando:

«La sede della Pro Loco a Palazzo Rubatto è in vendita: La compri il Comune! L’amministrazione tutela i luoghi e l’identità di Chivasso o continua a guardare altrove? C’è un balcone, a Chivasso, da cui ogni anno l’Abbà legge il suo proclama. Oggi quel balcone è in vendita. La storica sede della Pro Loco “L’Agricola”, al primo piano del settecentesco Palazzo Rubatto, sarebbe sul mercato per una cifra intorno ai 400 mila euro. Nessuna agenzia, nessun cartello alla porta: un passaparola. E, dall’altra parte della piazza, il silenzio di sempre. Perché questo è il punto. Da oltre un anno l’amministrazione Castello assiste allo sgretolarsi del rapporto con una delle associazioni più identitarie della Città. Ha congelato i contributi, ha avocato a sé la Patronale, ha lasciato che il Carnevale Storico si riducesse all’osso. Legittimo discutere di ogni singola scelta. Non è legittimo che, davanti alla possibile vendita di un pezzo di patrimonio storico chivassese, la Giunta non abbia prodotto un atto, una verifica, una telefonata alla Soprintendenza. Non entro nel merito dell’inchiesta in corso: seguirà il suo corso e non spetta a un consigliere comunale anticiparne l’esito. Ma i procedimenti giudiziari riguardano le persone e le gestioni. Il patrimonio storico di una città riguarda tutti, e non può essere ostaggio di una resa dei conti politica. C’è di più, ed è una questione di legalità che l’amministrazione ha il dovere di chiarire immediatamente. La Pro Loco è una persona giuridica privata senza fine di lucro e l’immobile ha oltre settant’anni: in base agli articoli 10 e 12 del Codice dei beni culturali un bene di questo tipo resta sottoposto a tutela fino a quando non sia stata conclusa la verifica dell’interesse culturale, e fino a quel momento l’articolo 54 lo dichiara inalienabile. Se quella verifica non è mai stata fatta, quella vendita oggi non si può perfezionare. È una verifica che spetta agli uffici e alla Giunta attivare: chiedo formalmente che venga fatta, e che l’esito venga portato in Consiglio e messo a disposizione di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Fatte queste verifiche la mia proposta è che la Città, e quindi l’Amministrazione metta a bilancio l’acquisto della sede oggi in vendita, destinandola poi in comodato alla Pro Loco. E qui voglio essere chiara su un punto, perché so già quale sarà l’obiezione: “non ci sono i soldi”. Acquistare la sede a Palazzo Rubatto non è un costo. È un investimento nel mattone che mantiene il suo valore finanziario nelle casse del Comune. Ed è la differenza che ogni amministratore serio dovrebbe conoscere. Un contributo a fondo perduto si eroga e si perde: passata la manifestazione, di quei soldi non resta nulla. L’acquisto di un immobile è l’esatto contrario. Non è denaro che esce, è denaro che cambia forma: da liquidità diventa patrimonio. Ogni euro impiegato per Palazzo Rubatto resterebbe iscritto nel bilancio del Comune di Chivasso sotto forma di bene reale, di pregio, nel cuore del centro storico, destinato a mantenere e con ogni probabilità ad accrescere il proprio valore nel tempo. Non un euro andrebbe disperso. E se un domani la città dovesse fare scelte diverse, quel valore sarebbe ancora lì, intero, nelle mani dei chivassesi. Un Comune che acquista un alloggio in un palazzo storico non impoverisce i suoi cittadini: li rende proprietari di qualcosa che oggi rischiano di perdere per sempre. Abbiamo depositato un ordine del giorno che impegna Sindaco e Giunta a verificare senza indugio il regime di tutela dell’immobile, ad acquisirne la perizia di stima e a valutarne l’acquisizione al patrimonio comunale, anche in via di prelazione. Con una destinazione precisa: quella che Palazzo Rubatto ha da sempre. Non un contenitore generico da riempire con qualcosa, ma la sede della Pro Loco, che a Chivasso, è da secoli una istituzione, non è un’associazione tra le tante: è quella che rappresenta la più profonda identità della Città. Cambiano i Presidenti, i direttivi, ma il lavoro, le iniziative, le attività, i libri prodotti restano e concorrono a mantenere ed evolvere la nostra identità. L’Agricola ha tenuto insieme borghi, frazioni, gruppi e volontari, organizzando da sempre il Carnevale Storico, la Fiera, la Patronale del Beato Angelo Carletti, pubblicando libri sulla nostra storia e realizzando nelle prestigiose sale incontri culturali aperti a tutti. Il balcone dell’Abbà è il simbolo, non il contenuto: dentro quelle stanze si portano avanti le tradizioni di Chivasso, tutto l’anno e da generazioni. Il Comune acquisirebbe un bene e ne garantirebbe la funzione di pubblico interesse. Nulla di più e nulla di meno. Chi ha tenuto in vita le tradizioni chivassesi per decenni non ha nulla da temere da un avviso pubblico. Mi auguro che su questo il Consiglio comunale sappia ritrovarsi unito, al di là degli schieramenti. Palazzo Rubatto non è di una parte politica: è di Chivasso. “La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco.” Chivasso il suo fuoco ce l’ha ancora. Quello che le manca, da anni, è qualcuno disposto a custodirlo».