Don Kamal Chelladurai scrive una lettera aperta alla comunità di Rondissone rendendo note le tensioni gestionali, la risposta del Vescovo e la sospensione delle messe.
Una lettera aperta alla diocesi e alla comunità
In una lettera aperta datata 14 settembre 2026, indirizzata al Vescovo d’Ivrea Monsignor Daniele Salera, al Vicario Generale Monsignor Silvio Faga, a Mons. Gianmario Cuffia e alla comunità dei fedeli, il sacerdote don Davide Kamal Chelladurai ha reso note le difficoltà riscontrate nel suo servizio a Rondissone.
Don Kamal, sacerdote dal maggio 2015 e viceparroco di Don Davide Smiderle, quest’ultimo amministratore parrocchiale di Rondissone e parroco del Duomo di Chivasso, ha lamentato scelte organizzative che a suo avviso danneggiano la vita pastorale. Tra queste rientrano la mancanza di messe feriali nella chiesa parrocchiale e nella Casa di Riposo, sostituite da celebrazioni nelle cappelle per venire incontro a fedeli non in buoni rapporti con il precedente parroco, Don Gino Cassardi.
Gli episodi contestati e i disagi personali
Nel testo inviato alla comunità, Don Kamal ripercorre diversi episodi personali e gestionali. Il sacerdote denuncia l’asportazione di stoviglie e indumenti personali dalla canonica durante un suo viaggio in India nel gennaio 2026, oltre alla chiusura delle porte di casa al suo rientro da Lourdes nell’agosto dello stesso anno, situazione poi sfociata in un richiamo pubblico.
A questi fatti si aggiungono le segnalazioni di atteggiamenti di controllo invadenti, l’uso del dialetto piemontese a tavola per non farsi comprendere e la richiesta di celebrare messe a orari troppo ravvicinati tra Borgorevel e CastelRosso, riducendo le funzioni a pochi minuti e limitando il tempo dedicato ai fedeli.
Il colloquio con il Vescovo e le opzioni proposte
Dopo aver esposto queste problematiche al Vescovo Daniele Salera, Don Kamal dichiara di non essersi sentito realmente ascoltato. Riferisce infatti che l’autorità ecclesiastica gli avrebbe prospettato due sole opzioni, ossia il rientro in India oppure l’ingresso in una comunità psichiatrica per seguire una cura.
L’appello ai fedeli e la pausa dal ministero
Prima di dare una risposta formale alla Diocesi, Don Kamal ha rivolto due interrogativi ai fedeli di Rondissone, chiedendo loro di valutare in coscienza la sincerità del suo ministero e le reali motivazioni del suo disagio. In attesa di decidere il da farsi, il sacerdote ha annunciato un periodo di pausa e di riflessione, accettando le disposizioni che gli vietano al momento di celebrare le messe.