Clamoroso

Spari in via Paleologi, ora indaga l’Antimafia

I Carabinieri di Chivasso hanno subito individuato i due «killer», ma la palla è passata a Torino. Tra le piste seguite per il movente, lo «sgarro» davanti a un locale

Spari in via Paleologi, ora indaga l’Antimafia

Sarebbero due chivassesi i «presunti» responsabili degli spari che, pochi minuti dopo le 11 di martedì 30 giugno, avevano fatto cadere a terra in un lago di sangue, in via Paleologi, Francesco Ilacqua, classe 1978, ora imprenditore nel settore dei grandi eventi, vecchia conoscenza delle Forze dell’Ordine e appartenente a una famiglia considerata legata alla ‘ndrangheta.

Spari in via Paleologi, ora indaga l’Antimafia

Suo padre infatti era Pietro Ilacqua, l’uomo che i verbali della Commissione Parlamentare Antimafia indicavano come uno dei personaggi di spicco della criminalità organizzata calabrese che all’epoca «stava mettendo radici» a Chivasso.
Ad individuarli, grazie alle immagini catturate dalle telecamere della zona, erano stati pochi giorni dopo i Carabinieri: uno avrebbe premuto fisicamente il grilletto contro Ilacqua (che pare si stesse recando ad un appuntamento di lavoro) l’altro sarebbe stato pronto ad intervenire in caso di necessità.
Quando tutto sembrava risolto, con una richiesta di misure cautelari presentata al Tribunale di Ivrea, il colpo di scena: il fascicolo, infatti, sarebbe stato avocato  con il coinvolgimento diretto dell’Antimafia del capoluogo Piemontese.

Solo uno sgarro?

Una decisione che rende però difficile credere a quello che sembrava essere il movente ricostruito dagli inquirenti, ovvero uno «sgarro» avvenuto tempo prima davanti ad un locale.
Il risultato, però, è che dopo più di due mesi i, ripetiamo, «presunti» aspiranti killer sono ancora a piede libero.
Francesco, come detto, aveva avuto i suoi guai con la Giustizia, legati principalmente all’operazione «Panamera» condotta nel 2015 dai Carabinieri della Compagnia di Chivasso coordinati dal Capitano Pierluigi Bogliacino.
Stando alle accuse, con una Chivasso ancora traumatizzata dalla «Minotauro» (giugno 2011) e dalle dimissioni del sindaco Gianni De Mori (gennaio 2012), ma prima della «Colpo di Coda» (ottobre 2012), Francesco Ilacqua avrebbe iniziato (con altri personaggi) una guerra per inserirsi in quel vuoto di potere, forse per far capire a possibili rivali chi avrebbe dovuto avere il controllo della città. Da quel giorno, quattro i chivassesi feriti a colpi di pistola.
In primo grado (pur se cadute le accuse di associazione mafiosa) la pena più alta era stata inflitta proprio a Francesco Ilacqua: 2 anni e 4 mesi per uno di quei quattro agguati a colpi di pistola e 5 anni e 4 mesi per possesso di artifici pirotecnici, di armi e per una serie di rapine ai danni di pusher di Torino.