il caso

Verolengo, sfuma il rilancio de «La Cascinetta»: bocciata la proposta dell’associazione

La Giunta comunale di Verolengo archivia il progetto per il centro sportivo di Borgo Revel a causa di gravi carenze documentali

Verolengo, sfuma il rilancio de «La Cascinetta»: bocciata la proposta dell’associazione

Si ferma l’iter per la riqualificazione e la gestione dello storico centro sportivo «La Cascinetta» a Borgo Revel.

Stop alla ripartenza

Si spegne, almeno per il momento, la speranza di vedere ripartire la gestione dello storico impianto sportivo e ricreativo «La Cascinetta» di Borgo Revel, frazione di Verolengo. Lo scorso 6 agosto, il sindaco Rosanna Giachello e l’Amministrazione comunale avevano espresso grande soddisfazione nell’informare la cittadinanza di aver ricevuto, in data 18 luglio, una proposta spontanea da parte di un’associazione per la riqualificazione e la gestione dell’area. Il progetto era stato formulato in base ad una norma che consente alle associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro di presentare progetti di rigenerazione di impianti pubblici per promuovere l’aggregazione, l’inclusione sociale e la partecipazione giovanile. La notizia aveva riacceso l’entusiasmo dei residenti di Borgo Revel e non solo, per i quali «La Cascinetta» rappresenta da generazioni un punto di riferimento fondamentale per trascorrere il tempo libero all’aperto, un tempo anche sede dell’associazione pensionati e luogo di ritrovo ideale sia per i più giovani sia per gli anziani.

Procedimento archiviato

Tuttavia, l’esito delle verifiche amministrative ha portato a una battuta d’arresto. Con la deliberazione 89 dello scorso 3 settembre, la Giunta comunale di Verolengo ha declared/dichiarato non accoglibile la proposta presentata dall’associazione «La Cascinetta» con sede a Crescentino, disponendo la formale archiviazione del procedimento. La decisione è arrivata a seguito delle analisi svolte dal Responsabile Unico del Procedimento e della relazione istruttoria elaborata dalla dirigente incaricata del settore servizi amministrativi del Comune di Chivasso. Dalle verifiche sui documenti depositati sono emerse carenze sostanziali che non hanno reso possibile la dichiarazione di pubblico interesse dell’iniziativa.

Carenze documentali

Nello specifico, l’istruttoria ha evidenziato che non è stato dimostrato il possesso della qualifica di Associazione Sportiva Dilettantistica, in quanto mancavano le attestazioni di iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche e i certificati di affiliazione a federazioni o enti di promozione sportiva. Inoltre, non sono state comprovate la solidità economico-finanziaria, l’affidabilità e la capacità tecnico-organizzativa del soggetto proponente.

Progetto incompleto

Anche sotto il profilo progettuale la proposta è risultata priva degli elementi minimi essenziali, come le relazioni tecniche specialistiche, gli elaborati progettuali, il computo metrico estimativo e le verifiche urbanistiche. Il Piano Economico Finanziario allegato non consentiva di verificare la sostenibilità della gestione, mentre il progetto sociale è stato giudicato troppo generico per valutare il concreto perseguimento delle finalità di inclusione sociale.

Struttura da valorizzare

Trattandosi di carenze che riguardano elementi essenziali e non di semplici difetti formali sanabili, la Giunta ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di proseguire l’iter. Il complesso sportivo comprende un campo da calcio a undici con un blocco spogliatoi oggetto di recente riqualificazione, un campo da tennis, uno da pallavolo, due campi da bocce e un edificio accessorio in stato di disuso che necessita di importanti interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

Alla ricerca di un gestore

Nonostante i lavori svolti negli ultimi anni e il forte desiderio della comunità di veder riaprire e valorizzare l’area, resta dunque indispensabile individuare un gestore in possesso di tutti i requisiti tecnici, idoneità amministrative e garanzie finanziarie previste dalla normativa per garantire il corretto recupero del patrimonio pubblico.