«La prova scritta già prevista per venerdì 25 settembre 2026 ore 9.30, presso il PalaLancia, Via Favorita, 120 – Chivasso, su disposizione dell’Amministrazione Comunale, è rinviata a data da destinarsi in conformità a quanto previsto dal bando di concorso, che riserva all’Ente la facoltà di modificare il diario delle prove».
Colpo di scena in Comune: rinviato il concorso “dei parenti”
Ci sono casi (e questo rischia a diventarne «di scuola») in cui la toppa è peggio del buco, con soluzioni che vorrebbero spegnere polemiche finendo invece per alimentarne di nuove e peggiori.
Il punto di partenza è il «Concorso pubblico per esami per la copertura di quattro posti di istruttore amministrativo – contabile» indetto lo scorso 16 luglio (scadenza 15 agosto) dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Castello per portare nuova linfa al settore «Polizia municipale e protezione civile, servizi demografici, elettorale e SUP – servizi demografici ed elettorali e sportello unico polivalente».
Nulla di strano, di bandi simili ne vengono pubblicati ovunque e ogni giorno, peccato che già alla Fiera del Beato Angelo Carletti (che da sempre sancisce la fine della vacanze estive per i chivassesi) siano iniziate a circolare voci su un paio di partecipanti, legati con strettissimi vincoli di parentela sia al sindaco che a un suo assessore. «Chivasso – storica citazione di una consigliera comunale – non è New York», e i segreti durano il tempo di un caffè.
Apriti cielo.
Clima sempre più teso
A Palazzo Santa Chiara il clima ha iniziato ad essere sempre più teso, e la situazione è precipitata con la pubblicazione su queste pagine, mercoledì 9 settembre, di un articolo che raccontava i contorni della vicenda annunciando anche una pungente interrogazione di Claudia Buo, di LiberaMente, ormai più che spina autentica spada nel fianco della Giunta.
A questo punto, addetti ai lavori avrebbero iniziato a scommettere sulle due possibili soluzioni al pasticcio: annullare il bando o bocciare tutti.
A quanto risulta con il documento pubblicato all’Albo Pretorio mercoledì 16 settembre l’Amministrazione ha optato per la prima ipotesi, rinviando tutto a data da destinarsi.
Per i maligni quasi un’ammissione di colpa (anche se ricordiamo che la partecipazione di parenti a bandi pubblici è assolutamente lecita, il tema era e resta quello dell’opportunità politica) che ha creato malumori e rabbia nei 500 partecipanti che avevano già versato la quota d’iscrizione (dieci euro) e in alcuni casi prenotato arei o treni per arrivare a Chivasso.
Ma la cosa «divertente» è che almeno mezza Giunta, più buona parte del Consiglio, non fosse minimamente a conoscenza del rinvio, considerato nella migliore delle ipotesi un «errore» che «porterà più danni che benefici».
La Giunta non ne sapeva nulla
Alcuni assessori, caduti dal pero quando sono stati (da noi) messi a conoscenza del rinvio, non l’hanno presa affatto bene, annunciando «Richieste di chiarimenti, in rispetto dei partecipanti» al sindaco anche perché, ricordiamo, sul documento di rinvio si legge a chiare lettere «su disposizione dell’Amministrazione Comunale».
In casi (gravi) come questi si dovrebbe arrivare a dare le dimissioni, ma come abbiamo già scritto in più occasioni la «solidità granitica» dell’attuale maggioranza, composta anche da rappresentanti delle Istituzioni (come ricordano spesso), va avanti più a «tengo famiglia» che ad altri collanti.
Come se non bastasse, il rinvio «sine die» rompe anche le uova nel paniere di Alfonso Perfetto, tra gli ignari pur essendo presidente del Consiglio Comunale, che avrebbe voluto trattare l’interrogazione di Buo «a porte chiuse» cercando di chiudere la discussione a «Nocciolini ed Erbaluce» (la versione chivassese di tarallucci e vino) «Per il bene di tutti».
Abbiamo chiesto un commento al primo cittadino, ma da Palazzo Santa Chiara è arrivato un netto «No comment». A questo punto, si dovrà per forza attendere l’8 ottobre.