Il caso

Concorso rinviato senza motivazione: Clara Marta vuole vederci chiaro

"Un'Amministrazione che si dà regole più stringenti ha il dovere di applicarle con coerenza: gli atti di sospensione o autotutela devono essere motivati e conoscibili, non affidati a un avviso generico che lascia tutti senza risposte".

Concorso rinviato senza motivazione: Clara Marta vuole vederci chiaro

“Un atto amministrativo senza motivazione non è un atto di trasparenza, è un vuoto che qualcun altro dovrà riempire. E quando quel vuoto riguarda 4 posti di lavoro pubblico e alcune centinaia di candidati, non può restare tale”. Lo afferma Clara Marta, Consigliere Comunale Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio Comunale di Chivasso.

Concorso rinviato senza motivazione: Clara Marta vuole vederci chiaro

“Come Vicepresidente del Consiglio Comunale e come rappresentante dei cittadini – spiega –  ritengo doveroso intervenire su una vicenda che si sta trascinando da settimane senza alcuna risposta ufficiale. Il 16 settembre la prova scritta del concorso per 4 Istruttori Amministrativo-Contabili — già al centro di un’interrogazione della consigliera Claudia Buo sull’applicazione della Carta di Pisa — è stata rinviata “a data da destinarsi”, “su disposizione dell’Amministrazione Comunale”, senza indicare alcuna motivazione. Notizie di stampa riferiscono, in via ufficiosa, di una verifica interna avviata in via cautelativa: ma di questo provvedimento non c’è traccia formale agli atti.

Per questo ho depositato oggi una nuova interrogazione, con richiesta di risposta scritta e orale nella prossima seduta del Consiglio Comunale, per chiedere al Sindaco e alla Giunta:
– se sia stata davvero avviata una verifica interna, con quale atto e da quale data;
– quale sia l’esatto perimetro di questa verifica;
– chi la conduce e a chi ne risponde;
– su disposizione di chi sia stato deciso il rinvio, e se esista un provvedimento formale;
– i tempi previsti per la ricalendarizzazione della prova;
– quali garanzie siano assicurate a chi ha già presentato domanda, versato la quota e in molti casi sostenuto spese di viaggio da tutta Italia.

Il Comune di Chivasso ha scelto, nel 2012 e nel 2015, di aderire alla Carta di Pisa e alla Carta di Avviso Pubblico. Un’Amministrazione che si dà regole più stringenti ha il dovere di applicarle con coerenza: gli atti di sospensione o autotutela devono essere motivati e conoscibili, non affidati a un avviso generico che lascia tutti — cittadini, candidati e parte dello stesso Consiglio — senza risposte.

Chiedo chiarezza. Non per polemica, ma perché è quello che questa città e le centinaia di persone coinvolte meritano”.