Il caso

Claudia Buo: «Che fine ha fatto il gemellaggio con Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche?»

Il percorso istituzionale era iniziato formalmente il 24 marzo 2025, poi il nulla. La consigliera chiede lumi anche sui programmi per il 2027

Claudia Buo: «Che fine ha fatto il gemellaggio con Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche?»

Lo scorso 16 settembre Claudia Buo, del gruppo LiberaMente Democratici, ha depositato un’interrogazione a risposta orale per far luce sullo stato di attuazione del gemellaggio con i Comuni di Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche e sull’adesione al Patto di collaborazione con Ventotene.

Claudia Buo: «Che fine ha fatto il gemellaggio con Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche?»

Il percorso istituzionale era iniziato formalmente il 24 marzo 2025, quando il Consiglio Comunale di Chivasso aveva approvato la deliberazione numero 21. Tale provvedimento faceva seguito ai rapporti stretti nel tempo con Valsavarenche e Torre Pellice, nonché alla partecipazione di Chivasso, il 16 febbraio 2025, all’evento «Gemellaggio per l’Europa» svoltosi a Torre Pellice. Con l’atto del marzo 2025, il Consiglio comunale aveva riconosciuto il gemellaggio con Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche, disponendo la trasmissione del documento ai Comuni interessati e impegnando la città a sviluppare iniziative comuni e a coinvolgere nel percorso anche Ventotene.
Successivamente, il 28 aprile 2025, il Consiglio comunale di Torre Pellice aveva preso atto dell’adesione di Chivasso al Patto di gemellaggio tra i diversi Comuni.
Nel settembre 2026 si è svolto a Ventotene il rinnovo del Patto di gemellaggio e collaborazione. Tuttavia, dalle comunicazioni istituzionali dell’evento emerge la sola partecipazione dei Comuni di Ventotene, Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche, oltre agli istituti e alle fondazioni coinvolte, senza alcuna citazione del Comune di Chivasso.
Tale assenza risulta singolare poiché tra i riferimenti storici e culturali del Patto continua ad essere espressamente richiamata la diffusione dei principi della «Carta di Chivasso», insieme a quelli del «Manifesto di Ventotene».
Con l’atto presentato, Buo chiede quindi di conoscere quali passi concreti siano stati effettuati dopo l’approvazione della deliberazione del marzo 2025. L’interrogazione richiede inoltre di chiarire se Chivasso abbia formalmente aderito al Patto e, in caso affermativo, per quale motivo non abbia preso parte al rinnovo di settembre 2026 e se sia stato recapitato un invito ufficiale a tale appuntamento.
Qualora invece l’adesione non si sia perfezionata, si chiede di specificare gli adempimenti mancanti e le ragioni del loro stallo, unitamente al dettaglio delle iniziative finora realizzate e all’intenzione di partecipare ai progetti futuri annunciati per il 2027.