Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota ufficiale del primo cittadino Massimo Rozzino in merito alla mancata attivazione del servizio di micronido comunale per l’anno educativo 2026/2027 e alle polemiche apparse sulla stampa locale nei giorni scorsi.
Servizio asilo nido a Torrazza Piemonte
Di seguito la dichiarazione del sindaco Massimo Rozzino:
Nei giorni scorsi, rispetto alla vicenda della mancata attivazione del servizio di asilo nido per l’anno educativo 2026/2027, sono comparsi sulla stampa locale un paio di articoli che possono indurre i cittadini a errate valutazioni ma che, soprattutto, non aiutano assolutamente a individuare le soluzioni per aiutare le poche famiglie di Torrazza Piemonte attualmente interessate dal problema e, almeno in prospettiva, a risolvere la questione, in modo strutturale e per tutti i potenziali utenti, per garantire continuità nella disponibilità del servizio, a condizioni accessibili e con buoni livelli di qualità.
Vediamo se possiamo fare un po’ di chiarezza; in primo luogo occorre considerare che l’organizzazione e la gestione del servizio di Asilo Nido, così come quelle di tanti altri servizi pubblici, non è lasciata alla discrezionalità del soggetto gestore del servizio ma, per garantire la sicurezza degli utenti (nel caso specifico tutti bambini molto piccoli e bisognosi di particolari attenzioni) e la qualità del servizio educativo, debbono rispondere a precisi requisiti stabiliti da una specifica Legge Regionale; in particolare per quanto attiene al rapporto tra numero e tipologia (lattanti, semidivezzi e divezzi) dei bambini e numero di educatori impiegati, ai quali si aggiunge poi il personale addetto alla pulizia, alla cucina e alla direzione della struttura; la quantità di personale da impiegare nel servizio, ed il relativo costo, non è frutto di una scelta, né dell’Amministrazione Comunale che affida il servizio né del soggetto gestore che viene individuato in seguito alla gara pubblica, ma il risultato di un conteggio che tiene conto del numero e tipologia di utenti e degli stipendi che, per obbligo di legge, debbono essere computati in conformità alle previsioni del relativo contratto di lavoro.
La procedura ad evidenza pubblica effettuata dall’Amministrazione Comunale, non disponendosi all’epoca della sua effettuazione del preciso numero e tipologia di possibili utenti, è stata effettuata con riferimento alla capienza massima della struttura (già disponibile e messa a disposizione gratuitamente, comprese tutte le utenze, dall’Amministrazione Comunale), e quindi di 24 ipotetici bambini iscritti (il precedente gestore aveva ufficiosamente comunicato che nell’anno educativo 2025/2026 erano 21), individuando una soglia minima (8 bambini) al di sotto della quale si riteneva non gestibile (almeno non secondo corretti parametri di economicità, efficienza ed efficacia) il servizio.
Il numero minimo indicato nel capitolato non è, come lascia intendere il direttore della cooperativa Raggio di Sole, frutto di una scelta immotivata dell’Amministrazione Comunale ma la risultante di considerazioni e valutazioni tecnico gestionali; al di sotto di quel numero esistono, come prevede anche la legge regionale sugli asili nido, altre possibili soluzioni organizzative.
D’altronde se il numero minimo di utenti è irrilevante non si comprende proprio perché, a precisa richiesta dell’Amministrazione Comunale, formulata con PEC del 17 settembre, con la quale si è formalmente chiesto alla Cooperativa “di comunicare se ritiene di essere in condizione di attivare, entro breve termine, il servizio affidatogli con contratto sottoscritto dai legali rappresentanti del Comune e del Concessionario stesso in data 3 settembre 2026, alle condizioni risultanti dalla documentazione di gara e dal progetto gestionale prodotto (dalla Cooperativa medesima) in sede di gara, ovvero se, in considerazione delle sostanzialmente mutate condizioni (in particolare per quanto attiene al numero di utenti effettivi rispetto a quelli presunti e previsti nei documenti di gara) ritiene di doversi avvalere delle disposizioni recate dall’art. 192 del D. Lgs. 36/2023 e dall’art. 6 del capitolato prestazionale” la stessa, con PEC del 22 settembre ha comunicato che “In riscontro alla nota prot. n. 6425 del 17 settembre 2026, la scrivente Raggio di Sole Società Cooperativa Sociale comunica di non essere nelle condizioni di procedere all’attivazione del servizio di gestione del micronido comunale alle condizioni risultanti dalla documentazione di gara e dal progetto gestionale presentato.”
Il direttore della cooperativa nel rilasciare interviste e nell’attribuire responsabilità forse dovrebbe prima verificare quello che ufficialmente scrive il Presidente della sua stessa cooperativa.
Il fatto che con soli 5 bambini iscritti il servizio non fosse gestibile (almeno non a condizioni di servizio ed economiche accettabili) è un dato di fatto e non una scelta, né del concessionario (la Cooperativa Raggio di Sole) né dell’Amministrazione Comunale, ma, come scrive la Presidente della cooperativa “discende dal mancato raggiungimento del numero minimo di iscrizioni espressamente previsto dal Capitolato per l’avvio del servizio e dalla conseguente insostenibilità economica e organizzativa della gestione.”
Andare a ricercare e attribuire responsabilità a uno o all’altro soggetto, anche dimenticandosi della natura concessoria dell’affidamento che, per sua natura e per disposizione di legge, mentre nell’appalto la pubblica amministrazione paga un corrispettivo all’operatore, che esegue la prestazione senza assumere il rischio della gestione: se il servizio rende meno del previsto, l’appaltatore viene pagato comunque. Nella concessione, invece, il concessionario si remunera gestendo il servizio e assume il rischio: se gli utenti sono pochi o i costi salgono, può non recuperare quanto investito. E’ proprio per questo che esiste la cosiddetta “norma di salvaguardia dell’equilibrio economico”, l’art 192 del codice appalti che dispone “Al verificarsi di eventi sopravvenuti straordinari e imprevedibili, ivi compreso il mutamento della normativa o della regolazione di riferimento, purché non imputabili al concessionario, che incidano in modo significativo sull’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, il concessionario può chiedere la revisione del contratto nella misura strettamente necessaria a ricondurlo ai livelli di equilibrio e di traslazione del rischio pattuiti al momento della conclusione del contratto.” Ed è proprio con riferimento a questa norma che l’Amministrazione Comunale (in considerazione del ridotto numero di utenti) ha chiesto ufficialmente alla cooperativa di confermare l’assunzione della gestione del servizio, e la cooperativa, in persona del suo Presidente e legale rappresentante, che altrettanto ufficialmente, e non a mezzo stampa rilasciando dichiarazioni fuori luogo e non pertinenti alla questione, ha dichiarato di non essere in grado di garantire la gestione del servizio e di volersi avvalere della norma di salvaguardia.
In conclusione, per le motivazioni qui riportate, e che auspichiamo possano concludere questa querelle che di sicuro non appassiona chi ha il problema della non disponibilità del servizio, il Comune e la Cooperativa hanno convenuto che, così come dichiarato da quest’ultima, anche con riferimento alle previsioni del capitolato d’oneri approvato dall’Amministrazione Comunale, non sussistono le condizioni per la attivazione del servizio e la sua successiva gestione in terms di sostenibilità economica. La Cooperativa, valutato che “Non sussistono, pertanto, margini concreti per ricondurre il rapporto alle originarie condizioni di equilibrio mediante le sole misure di revisione previste dall’art. 192 del D. Lgs. 36/2023 e dall’art. 6 del Capitolato.” ha quindi chiesto di addivenire “allo scioglimento consensuale e anticipato del contratto di concessione” e nei giorni scorsi si è tenuto un primo incontro per concordarne termini e modalità.
Il Comune e la Cooperativa hanno concordato che nelle prossime due/tre settimane si dovrà concludere la procedura di scioglimento del contratto con regolazione delle connesse partite economiche.
Per quello che la riguarda l’Amministrazione Comunale ha già deciso che utilizzerà le risorse finanziarie che le risulteranno disponibili a seguito del mancato pagamento del canone di concessione alla cooperativa per erogare un contributo alle famiglie di Torrazza Piemonte che hanno dovuto avvalersi del servizio erogato da altre strutture pubbliche e private e che nei prossimi mesi farà quanto possibile per trovare una soluzione organizzativa che possa consentire la riapertura del servizio di Asilo Nido per il prossimo anno educativo a condizioni organizzative ed economiche che prevedano un equilibrio economico che sia sostenibile sia per il contributo a carico del comune e sia per le rette a carico delle famiglie.