A Saluggia la decisione di imporre la chiusura a mezzanotte per tutti i bar e i ristoranti del paese sta facendo discutere. La misura stabilisce lo stop alle attività entro le 24 per tutti i giorni della settimana su tutto il territorio comunale. Un provvedimento drastico che ha subito provocato la reazione dei consiglieri di opposizione del gruppo «Progetto Nuova Saluggia» i quali hanno deciso di chiedere conto della scelta presentando un’interrogazione al sindaco Libero Farinelli, alla Giunta e agli uffici comunali.
Serrande abbassate entro le 24: l’opposizione contro l’ordinanza
I consiglieri di minoranza hanno criticato l’impatto e la natura generale del provvedimento, ricordando innanzitutto come «la disciplina statale vigente sancisce il principio della liberalizzazione degli orari dei pubblici esercizi quale pilastro della libertà di iniziativa economica e della concorrenza». Per la minoranza, la scelta appare priva delle dovute giustificazioni e penalizzante per chi lavora, sostenendo che «il provvedimento in oggetto appare del tutto privo di un pretesto preciso, concreto e circostanziato, fondandosi su considerazioni meramente astratte ed eccessivamente generalizzate». L’opposizione ha inoltre contestato il fatto che il blocco valga ovunque e senza distinzioni, affermando che «l’ordinanza applica una restrizione indiscriminata ed estesa all’intero territorio comunale per l’intera settimana».
Oltre a mettere in discussione le motivazioni, il gruppo ha sollevato un dubbio sui tempi di validità dell’atto, evidenziando che le norme nazionali limitano questo tipo di ordinanze a «un periodo comunque non superiore a trenta giorni». Temendo possibili ricorsi legali da parte degli esercenti, i consiglieri hanno domandato «se non ritenga opportuno avviare un immediato riesame del provvedimento in via di autotutela», chiedendo inoltre quali siano le prove concrete che hanno portato alla decisione e come verranno gestite «le deroghe orarie speciali in occasione della ricorrenza di San Grato».
La replica del sindaco
La risposta del sindaco Libero Farinelli è arrivata con una nota ufficiale. Il primo cittadino ha voluto chiarire le ragioni del pugno duro, spiegando che «l’adozione dell’ordinanza è stata determinata dalle ripetute segnalazioni pervenute all’Ufficio di Polizia Locale, anche per il tramite dell’Arma dei Carabinieri, relative a schiamazzi, rumori e altri comportamenti connessi alla frequentazione dei pubblici esercizi nelle ore serali e notturne, tali da arrecare disturbo alla quiete e al riposo dei residenti». Farinelli ha anche precisato che il Comune aveva già provato a percorrere la via del dialogo prima di firmare il divieto, sottolineando come «prima dell’adozione dell’ordinanza sono stati effettuati richiami verbali nei confronti dei titolari degli esercizi interessati, senza che ciò abbia determinato il venir meno delle problematiche segnalate».
Sulle questioni legali e sulla durata delle restrizioni, il sindaco ha rassicurato che il provvedimento rispetta i confini della legge e che «la relativa efficacia è soggetta al limite temporale previsto» dalle norme sulle ordinanze dei sindaci. Per questo motivo, l’amministrazione ha confermato la propria linea d’azione, ribadendo che «non si ravvisano, allo stato, ragioni per procedere al riesame del provvedimento in autotutela».