Il tema Gronda est resta in primo piano nel confronto politico sul nostro territorio collinare. Il comunicato dei sindaci, che la scorsa settimana avevano, di fatto, detto sì all’opera, ma senza trascurare le criticità, ha suscitato la replica proprio del Comitato No Gronda, che ribadisce: «Il movimento continuerà a battersi contro questo progetto, appoggiando le posizioni di amministratori lungimiranti che si oppongono ad un’opera devastante e obsoleta, al di là delle ipocrisie di chi pensa più alla carriera politica e non ha la crisi ambientale e climatica (e quindi salute e sicurezza delle persone) tra le sue priorità».
«Continueremo a batterci contro la Gronda est: un’opera devastante e obsoleta per il territorio»
La posizione del movimento No Gronda/NoTang Est resta ferma su quella che è stata definita «Opzione zero».
«Propone – si legge in una nuova nota stampa – invece la valorizzazione del territorio per quello che di prezioso può offrire, in un contesto collinare di elevato valore paesaggistico, naturalistico ed agricolo, sfruttando le opportunità offerte dall’essere qualificato come “Riserva della Biosfera” dal MaB (Man and Biosphere) Unesco e suggerendo diverse alternative concrete di sviluppo finora ignorate».
Sulla presa di posizione dei sindaci, il Movimento si chiede ancora «quale valore di rappresentanza abbiano dei sindaci che non abbiano inserito la Gronda/TangEst nel programma elettorale, sottoponendola al giudizio degli elettori».
E poi, il »Comitato No Gronda parla anche di dati: «E’ importante rilevare che i 34.000 veicoli stimati per la Gronda riducono solo del 3% il carico della tangenziale Nord. Nello studio di fattibilità mancano le proiezioni dell’aumento di traffico delle direttrici di Castelnuovo Don Bosco, Riva presso Chieri, Poirino e Cambiano. Manca la valutazione del dissesto causato dalla cantierizzazione e dalla costruzione di gallerie a doppio fornice, l’impatto ambientale/naturalistico, l’impatto sul paesaggio, sulle comunità locali, sulla salute dei cittadini e soprattutto senza considerare l’annullamento di una possibilità di sviluppo del territorio alternativa alle strade. Mancano anche la valutazione della possibile riduzione del traffico a fronte di un potenziamento del trasporto pubblico o della mobilità dolce».
E ancora: «Nonostante una crisi climatica evidente che obbligherebbe a pensare al futuro con un’idea consapevole di sviluppo ambientalista, lo stesso studio di fattibilità commissionata dalla Città Metropolitana allo Società Meta, porterà uno spaventoso aumento del traffico di passaggio (da 8000 a 34.000 veicoli al giorno), con la previsione di congestioni al ponte di Gassino e a Poirino, in corrispondenza del ponte sul Banna. Il movimento No Gronda/NoTang Est si contrappone a quest’opera perché era già ben chiaro l’impatto devastante sul fragile e prezioso territorio della collina torinese, polmone verde di Torino».