sparatoria a chivasso

Due arresti per il tentato omicidio di Francesco Ilacqua: c’è la matrice ‘ndranghetista

In manette Gateano e Andrea Ciconte, 72 e 41 anni, entrambi di origine calabrese ma residenti a Chivasso

Due arresti per il tentato omicidio di Francesco Ilacqua: c’è la matrice ‘ndranghetista
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C’è la matrice mafiosa dietro il sanguinoso agguato avvenuto il 30 giugno 2026 scorso nel pieno centro di Chivasso, dove il pregiudicato Francesco Ilacqua era stato raggiunto e gravemente ferito da diversi colpi di pistola alla coscia e all’avambraccio sinistro.

In manette Gateano e Andrea Ciconte, 72 e 41 anni, entrambi di origine calabrese ma residenti a Chivasso

Agguato: due arresti per il tentato omicidio di Francesco Ilacqua

Nel pomeriggio del 10 ottobre, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di due uomini, ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torino su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno fatto seguito all’attività investigativa iniziale avviata dai Carabinieri di Chivasso sotto il coordinamento della Procura di Ivrea, diretta da Gabriella Viglione.

Faide familiari e contesto ‘ndranghetista

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il raid contro Francesco Ilacqua sarebbe maturato a seguito di accesi contrasti di natura familiare, sviluppatisi tuttavia all’interno di un denso contesto criminale riconducibile alla ‘ndrangheta. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di definire con precisione la dinamica dell’attacco e le singole responsabilità attribuite a ciascuno dei due indagati.

Sulla base dei gravissimi elementi di prova raccolti:

Per il primo indagato l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Per il secondo indagato sono stati stabiliti gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Le armi e l’arresto in flagranza

A conferma della pericolosità dei soggetti coinvolti, durante la perquisizione eseguita sabato 10 ottobre presso l’abitazione dell’uomo destinato ai domiciliaro.  Alla luce del ritrovamento, l’uomo è stato tratto in arresto anche in flagranza di reato per detenzione illegale di arma da sparo.

Si precisa che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.