Ci sono persone che non si limitano ad attraversare la vita, ma la riempiono di sorrisi, di gentilezza e di quella rara capacità di far stare bene chiunque si trovi al loro fianco. Devis Di Zazzo era così: un papà affettuoso, uno sportivo vero, un amico sincero e leale che per 52 anni ha donato a chiunque lo conoscesse la bellezza della sua anima solare. La sua scomparsa improvvisa, arrivata nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, ha lasciato un vuoto profondo a Crescentino e in tutto il territorio, risvegliando una marea irrefrenabile di affetto, ricordi e gratitudine.
Un uomo solare e legato alle cose semplici
Devis era una presenza luminosa, capace di portare allegria con la sua simpatia travolgente, il suo spirito da inguaribile burlone e la battuta sempre pronta per strappare un sorriso anche nelle giornate più grigie. Ma dietro quella carica di ironia c’era soprattutto un uomo dall’empatia profonda, sempre pronto a fermarsi e ad ascoltare, a farsi carico dei problemi delle persone che portava davvero nel cuore. Amava le cose semplici e autentiche: il buon cibo, la buona musica – con la voce di Ligabue a fare da colonna sonora alle sue giornate –, la spensieratezza vissuta con gli amici di sempre e, sopra ogni altra cosa, l’amore immenso per l’adorato figlio Edoardo.
Lavoratore stimato e benvoluto alla Sorin (poi LivaNova e oggi Corcym di Saluggia), Devis lascia un ricordo incancellabile tra i tanti colleghi che per anni hanno condiviso con lui il quotidiano, apprezzandone la bontà d’animo, la discrezione e la rara disponibilità.
La storia calcistica di “Bomber Zizza”
Il suo nome e il suo volto rimarranno per sempre intrecciati anche alla storia sportiva ed emotiva della sua comunità. Per oltre vent’anni è stato uno dei volti più amati del calcio locale, un centravanti generoso e potente che tutti chiamavano Bomber Zizza. Dalle giovanili della Crescentinese a cavallo tra gli Anni Ottanta e Novanta, fino alle maglie del Livorno Ferraris, della Polisportiva Crescentino Piemonte/Sardegna e dell’Ac Crescentino, Devis sul campo da gioco metteva passione, talento e soprattutto una lealtà esemplare.
Lo ricorda con commozione Alberto Canuto, oggi dirigente dell’Asd Crescentinese e suo storico compagno di squadra: «Lo ricordiamo come un ragazzo veramente molto sereno, molto solare, molto sorridente. Era molto molto corretto anche sul campo. Lui era un attaccante, un calciato quasi moderno per certi versi, un centravanti potente che vedeva sempre la porta. Anch’io personalmente avevo giocato qualche anno con lui, insomma era veramente un un talento. In quegli anni era uno di noi. In quegli anni abbiamo giocato insieme sia a Crescentino, sia nei vari tornei serali, estivi. Era veramente uno di noi con i quali abbiamo condiviso quei bei anni dove il calcio era ancora il calcio vero, fatto di amicizie, di ragazzi del paese che giocavano nel paese. Quindi questo sicuramente ci ha ci ha tenuto legati».
Anche a Livorno si era fatto apprezzare, come ricorda l’allora presidente Cerrano: «Era una punta veramente forte, prendeva una marea di falli e anche botte ma mai che abbia reagito. Caratterialmente era bravissimo. Sì era fatto volere subito bene, sin dal suoi arrivo».
Dalle sfilate del Carnevale al ricordo commosso di amici e colleghi
Quella stessa voglia di vivere e di condividere momenti felici l’aveva portata anche nel cuore del Carnevale crescentinese. Nel ruolo di armigero, insieme al gruppo “I Birichin” di Andrea Bazzano, Devis aveva portato allegria e spensieratezza nelle sfilate di paese e nei trasferimenti in altre località, condividendo momenti indimenticabili accanto alla corte storica composta dal suo grande amico di sempre Domenico Giordano (Conte Tizzoni) e dalla Regina Papetta Francesca Tarabuso, con al fianco la ex compagna Valeria Taverna.
Il legame profondo con i colleghi emerge chiaramente dalle parole di Alessandra Zammillo: «Era un ragazzo buono, tranquillo, non hai mai avuto una brutta parola per nessuno, solo per il caldo perché lo pativa tanto come me e ogni mattina quando entravamo al lavoro era: “che fastidio”. Solare, discreto, simpatico. Era tanto legato a suo figlio e alla sua nuova famiglia». Sulla stessa lunghezza d’onda il ricordo di Enrica: «Quello che mi rimarrà di lui saranno le chiacchierate di quando eravamo in turno insieme, la parola che dicevamo sempre “fastidio”, che io mi sono tatuata, il tuo saluto “Ciao Enry”, le risate fino ad avere le lacrime agli occhi, come quelle che ho io in questo momento, il tuo bel sorriso. Ti ho voluto bene e te ne vorrò per sempre! Ciao Dizzi, salutami le stelle perché sono sicura che sarai lì, proprio in mezzo a loro».
Devis lascia un grande vuoto nella vita della mamma Maria e del papà Ernesto, del figlio Edoardo, di Enza con Aurora e Gabriele, di Valeria con Mario e Rosa, di Luisa con Graziano, di Antonio con Giovanna, zii, zie, cugini e parenti tutti. L’abbraccio immenso e commosso delle tantissime persone che hanno affollato la Chiesa Parrocchiale dell’Assunta per le sue esequie è stato la testimonianza più limpida di quanto Devis fosse profondamente amato. Ora che ci ha lasciati troppo presto, a chi resta rimane il dono del suo ricordo: l’eco di una risata condivisa, la memoria di una battuta al momento giusto e l’impronta indelebile di un uomo buono che a tutti ha saputo regalare un pezzo del suo grande cuore.