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Sfiorata la tragedia sulla Strada della Rezza: centauro invade la corsia e fa schiantare un camper, poi scappa

Il coraggioso gesto di Erika evita l'impatto frontale di ritorno dalle gare di equitazione. A bordo due mamme e due bambini: il motociclista fugge senza prestare soccorso

Sfiorata la tragedia sulla Strada della Rezza: centauro invade la corsia e fa schiantare un camper, poi scappa
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Rientrare a casa dopo giorni intensi di gare, con la stanchezza buona degli eventi importanti e la gioia dei ragazzi ancora negli occhi, si è trasformato in un attimo nel più buio degli incubi. È bastata una curva lungo la Strada della Rezza di Bardassano, frazione di Gassino, per cancellare la serenità di una famiglia di Verolengo e trasformare un normale lunedì di viaggio in un concentrato di puro terrore.

La manovra d’emergenza per evitare l’impatto frontale

A bordo del loro camper, Erika stava riportando a casa la figlia e un’altra mamma con il suo bambino dopo aver partecipato alle Nazionali di equitazione a Narni, in provincia di Terni. Un viaggio tranquillo, scandito dai racconti dei successi agonistici e dall’allegria dei giovanissimi, si è interrotto di colpo a causa dell’incoscienza di un pirata della strada. Una moto, piegando in curva a una velocità del tutto fuori controllo e con la visibilità limitata lungo la provinciale, ha invaso completamente la corsia di marcia opposta. Pochi millesimi di secondo per decidere il da farsi: l’impatto frontale avrebbe avuto un esito inevitabilmente catastrofico. Erika ha così compiuto l’unica manovra possibile per salvare la vita ai passeggeri, sterzando di colpo verso destra.

Il camper ha strisciato pesantemente contro il guardrail lungo l’intera fiancata, distruggendosi nella parte posteriore e perdendo pezzi di paraurti nell’impatto violento con le barriere di sicurezza. L’abitacolo si è riempito in un istante del rumore sordo del metallo accartocciato e delle urla di spavento dei bambini. Solo un miracolo ha evitato il peggio e nessuno ha riportato gravi lesioni fisiche, ma il prezzo psicologico di quegli attimi interminabili rimarrà impresso a lungo nella memoria delle persone a bordo, segnando profondamente una giornata che doveva essere di festa.

La fuga del centauro e il buio telefonico

A rendere la vicenda ancora più amara e surreale è stato il comportamento del motociclista subito dopo la carambola. Protetto dall’anonimato del casco e della tuta, il centauro non si è fermato a verificare l’accaduto. Nessuno sguardo indietro né la volontà di sincerarsi delle condizioni degli occupanti del veicolo sventrato: l’uomo è sparito nel nulla accelerando rapidamente, lasciando dietro di sé il fumo del motore, un mezzo gravemente danneggiato e quattro persone sotto choc.

Oltre al danno materiale e alla rabbia per una condotta vile, la vicenda fa emergere un problema di sicurezza infrastrutturale: in quel preciso tratto della Strada della Rezza i telefoni cellulari non hanno alcuna ricezione. Se le conseguenze dell’incidente fossero state peggiori, allertare i soccorsi sanitari o le forze dell’ordine sarebbe stato un’impresa disperata.

La denuncia e l’amarezza delle vittime

La rabbia per un episodio che ha messo a rischio la vita di due mamme e dei loro figli emerge con forza dalle parole di chi ha vissuto l’incubo: «Siamo stufi di rischiare la nostra pelle, distruggere i nostri mezzi e pagare per le st******* degli altri». Una denuncia accorata che chiede giustizia e maggiore sicurezza, affinché episodi di simile incoscienza non si ripetano sulle strade del territorio.