IL CASO

L’incubo dei pendolari sulla linea 345 per Torino: orari tagliati e pioggia dentro i bus Atap

A sei mesi dalla protesta di quaranta cittadini di Cigliano, Villareggia e Rondissone, la situazione peggiora. L'ultima denuncia: «Sui pullman viaggiamo con l'ombrello aperto»

L’incubo dei pendolari sulla linea 345 per Torino: orari tagliati e pioggia dentro i bus Atap
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Era la scorsa primavera quando una quarantina di pendolari di Cigliano, Villareggia e Rondissone aveva deciso di mettere nero su bianco il proprio disagio, inviando una segnalazione formale per denunciare le pesanti conseguenze delle modifiche apportate alla linea extraurbana 345. Dal 1° aprile, infatti, erano state soppresse diverse corse fondamentali per gli spostamenti quotidiani: quella delle 15 da Torino verso Cigliano, quelle delle 7.25 da Cigliano e delle 6.36 da Villareggia in direzione del capoluogo, oltre al collegamento delle 12.04 da Villareggia per Torino con coincidenza a Cigliano. Le alternative introdotte, con partenze anticipate o differenti cambi tra i vari Comuni, non garantivano le stesse condizioni di orario e comodità, finendo per complicare la vita di lavoratori e studenti. A distanza di sei mesi, quella protesta torna d’attualità con una situazione che, anziché trovare una soluzione, continua a destare profonda preoccupazione e disagi intollerabili.

L’incredibile denuncia: «Piove dentro i bus, costretti a usare l’ombrello»

Oltre ai tagli al servizio, la qualità dei viaggi è arrivata a livelli critici. A raccontare le condizioni di trasporto sono gli stessi viaggiatori: «Oltre ai tagli agli orari, i pendolari della linea Torino-Cigliano-Villareggia sono costretti a fare i conti con condizioni di viaggio inaccettabili, che si protraggono ormai da due o tre anni. L’ultima segnalazione risale a mercoledì 21 ottobre: sul bus Atap pioveva letteralmente dentro, con l’acqua che filtrava dal tetto e i sedili completamente zuppi. Una pendolare è stata costretta a viaggiare con l’ombrello aperto per tutta la tratta da Rondissone e Cigliano verso Torino, arrivando al lavoro completamente fradicia. La stessa situazione si era verificata anche la sera precedente, sull’autobus partito dal capoluogo alle 16.55».

I nodi degli orari: buchi nel pomeriggio, la sera e nei giorni prefestivi

Il quadro dei collegamenti appare fortemente penalizzante sia per i lavoratori sia per la popolazione studentesca. Al mattino la prima corsa da Villareggia per Torino parte alle 6.34, mentre quella successiva delle 6.48 obbliga a effettuare un cambio a Cigliano. Nel pomeriggio, la soppressione della corsa delle 14.55 da Torino crea un vuoto di circa tre ore, fino alle 17. Inoltre, le cancellazioni delle corse delle 17.35 e 18.35 lasciano Villareggia di fatto tagliata fuori dal capoluogo, dato che il mezzo delle 18.05 non transita in paese. Per questo i pendolari chiedono l’istituzione di una corsa con partenza dall’autostazione di via Fiocchetto alle 18 o 18.15, con fermata in piazza Vallero.

Ulteriori problemi toccano gli studenti universitari e i lavoratori turnisti: l’ultima corsa della giornata parte alle 19.15, costringendo chi finisce tardi a rientrare in treno fino a Chivasso per poi cercare un passaggio in auto. Praticamente inesistente anche il servizio del sabato, mentre desta forte apprensione la mancanza di corse garantite per le giornate lavorative del 24 e del 31 dicembre. Viene inoltre sollecitato il ripristino di una corsa nella fascia tra le 11.30 e le 13 per coprire la tarda mattinata.

L’appello dei cittadini: «Riteniamo tutto questo scandaloso»

La rabbia della comunità locale risiede nel forte contrasto tra il costo dei titoli di viaggio e la qualità reale del servizio offerto. «Ci troviamo a viaggiare su autobus presentati come nuovissimi, ma che in realtà hanno infiltrazioni d’acqua, sedili bagnati e problemi che rendono il viaggio insostenibile. È inaccettabile dover tenere aperto un ombrello all’interno del pullman per non bagnarsi, soprattutto considerando che il biglietto viene pagato a prezzo pieno. Riteniamo scandaloso che, dopo anni di segnalazioni e disagi, non si sia ancora arrivati a una soluzione concreta», concludono amareggiati i pendolari, chiedendo che le proprie istanze trovino adeguata diffusione per rompere il muro del silenzio.