«La dirigente non può essere disturbata».
Si chiude qui, come sempre è avvenuto dal suo arrivo in via Paleologi, il nostro tentativo di parlare con la preside Vincenza Tascone per fare chiarezza su quanto sta avvenendo nell’alberghiero di via Ajma, passato al «Newton» (che ora infatti si chiama «Newton – Ubertini») tra le pieghe del dimensionamento scolastico.
Occupato l’Alberghiero di via Ajma: “Da settembre non siamo ancora entrati in cucina”
Lunedì, futuri chef e addetti di sala hanno occupato la scuola, in uno sciopero bianco che di fatto non cambia le loro giornate.
Le cucine, infatti, non possono essere utilizzate (una – la più grande – per la mancanza di quattro neon che studenti e docenti si sono anche offerti di acquistare a proprie spese), e come se non bastasse non ci sarebbero fondi per acquistare le materie prime. Non ostriche e caviale, ma nemmeno zucchero e farina tanto che, in occasione del «Salone dell’Orientamento» di sabato 31 ottobre davanti alla biblioteca MoviMente, il personale ha fatto una colletta per poter comprare gli ingredienti necessari a preparare i biscotti offerti agli studenti che hanno partecipato all’evento.
Al “Martinetti – Ubertini” di Caluso funziona tutto
A peggiorare il clima la presenza, a pochi metri, dei «gemelli» di Caluso, passati al «Martinetti» (ora appunto «Martinetti – Ubertini», sotto la guida di Katia Milano) che operano ai fornelli sin dal primo giorno di scuola.
«Se la “colpa” – spiegano studenti e docenti – fosse davvero degli “entri superiori”, dovrebbe valere anche per loro».
A Chivasso, “Un corpo estraneo”
Lunedì la dirigente Tascone ha incontrato gli studenti in palestra, ma a quanto risulta non sarebbero stati stabiliti tempi certi per la riapertura delle cucine e per l’arrivo delle forniture.
«La preside – raccontano i presenti – ha sempre parlato del “suo” Liceo, come se noi fossimo un organismo estraneo. I soldi, a quanto ci risulta, però ci sono, e sono legati al nostro lavoro dello scorso anno in occasione delle Olimpiadi Milano Cortina (11 mila euro), senza dimenticare i 5 mila raccolti con i contributi volontari delle famiglie. Sicuramente, visti i tempi, non ci sentiamo di chiedere altri sforzi ai nostri genitori, anche perché ci sono situazioni in cui è difficile arrivare a fine mese».
Della situazione si sta occupando anche Vittorio Bevilacqua, referente cittadino di Futuro Nazionale, con la collaborazione di Fausto Meli, delegato alle politiche scolastiche e docente proprio all’alberghiero di via Ajma: «E’ una situazione assurda, cercheremo in ogni modo di capire come risolverla nel più breve tempo possibile».
A questo punto non resta che attendere eventuali sviluppi, con la consapevolezza (ben chiara a studenti e famiglie) che frequentare un istituto alberghiero senza poter accedere alle cucine e ai laboratori è ben più che un controsenso.
E’ una vera follia.