Fatture false e truffa per la ristrutturazione di un albergo storico

Si tratta dell'Albergo Camussot di Balme, andato a fuoco durante l'estate. 

Fatture false e truffa per la ristrutturazione di un albergo storico

Fatture false e truffa per la ristrutturazione di un albergo storico. Si tratta dell’Albergo Camussot di Balme, andato a fuoco durante l’estate.

Fatture false e truffa

Fatture false e truffa per la ristrutturazione dell’antico Albergo Camussot. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza della Tenenza di Lanzo Torinese.  Rapporti economici anomali che avevano fatto partire le indagini della Guardia di Finanza di Torino e avevano fatto emergere alcune atipicità nei rapporti tra un imprenditore delle Valli di Lanzo e l’Antico Albergo Camussot di Balme. La struttura ricettiva recentemente è stata interessata da un incendio di natura probabilmente dolosa.

I contributi pubblici

Transazioni economiche, accrediti e addebiti, intercorse tra la titolare dell’albergo e una società di costruzioni con sede a Torino. Transazioni che, secondo la ricostruzione dei Finanzieri, sono state create ad hoc al solo fine di precostituire una situazione solo di apparente possesso da parte dell’Albergo, dei requisiti per aver diritto ad ottenere contributi pubblici.

L’Amministratore unico della società torinese (marito della proprietaria dell’Albergo) faceva transitare cospicue somme di denaro sul conto della moglie, che le utilizzava per far figurare il pagamento delle fatture all’imprenditore, requisito indispensabile per poter accedere al contributo. Le indagini hanno anche accertato che nessun operaio o mezzo della società torinese ha mai effettuato lavori presso la struttura alberghiera.

Con questo stratagemma il terzetto è riuscito ad ottenere indebitamente, a fronte di lavori inizialmente preventivati in quasi 500.000 euro, contributo regionale di oltre 160.000 euro.

Coinvolta anche una cooperativa

Coinvolta nella vicenda anche una società cooperativa di Ala di Stura, anch’essa in rapporti commerciali con la ditta dell’imprenditore. L’uomo, infatti, dava la propria disponibilità a subappaltare alla stessa cooperativa, della quale egli stesso è socio, i lavori da eseguire presso il cantiere del “Camussot”, consistenti nella demolizione e nella ricostruzione di opere interne e nella posa di pavimenti, con un piano dei lavori quantificato in 157.000 euro. La cooperativa, però, non è mai stata in possesso né di mezzi né di attrezzatura edile che permettesse di effettuare i lavori presso la struttura ricettiva.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno appurato come l’intera “operazione economica” non solo non corrispondeva alla causale delle fatture, ma era anche inerente a interventi già fatturati dalla ditta dell’imprenditore.

Le denunce

Sono quattro le persone denunciate. Gli indagati sono accusati di aver ottenuto un contributo regionale senza averne i requisiti. Le accuse a carico dell’imprenditori sono di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione di documenti contabili. Anche il legale rappresentante della cooperativa è stato denunciato alla Procura di Ivrea per aver emesso fatture per operazioni inesistenti. Rischiano fino a sette anni di carcere.

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