Strage di Brandizzo, commemorate le cinque vittime
In ricordo di Kevin Laganà, Giuseppe Saverio Lombardo, Michael Zanera, Giuseppe Aversa e Giuseppe Sorvillo

Quella del 30 agosto è una data che nessuno potrà mai dimenticare. E' il giorno in cui, due anni fa, a Brandizzo hanno perso la vita cinque operai, cinque uomini, figli, padri, mariti, travolti da un treno mentre lavoravano all'interno della stazione ferroviaria di Brandizzo. E le loro famiglie, oggi come allora, chiedono Giustizia.

























Strage di Brandizzo, commemorate le cinque vittime
Questi i loro nomi, letti con commozione dal sindaco di Brandizzo Monica Durante, accompagnata dalla sua vice Marianna Fiume: Kevin Laganà, Giuseppe Saverio Lombardo, Michael Zanera, Giuseppe Aversa e Giuseppe Sorvillo.
La manifestazione è stata organizzata dal Comune e dall'associazione Sicurezza e Lavoro, rappresentata dal presidente Massimiliano Quirico, che nel suo intervento ha citato la lettera inviata da Antonino Laganà, fratello di Kevin:
"Non c’è giorno in cui non pensi a quel maledetto 30 agosto 2023, quando mio fratello Kevin è stato travolto da un treno a Brandizzo. Il tempo passa, ma io rimango sempre a quel 30 agosto. Non riesco a non pensare a che cosa è successo, mi chiedo che cosa non è andato come doveva e ha portato al disastro. È una strage che si doveva e si poteva evitare. Non si può morire così! Chiedo giustizia, voglio risposte alle mie domande. Sono fiducioso nei confronti della Procura di Ivrea e ringrazio l’associazione Sicurezza e Lavoro, le Istituzioni e i sindacati che ci sono vicini e lottano con noi per avere giustizia. E continuo a lavorare, ma ho sempre paura che possa succedermi qualcosa. Penso a quanto è accaduto a mio fratello e temo che possa accadere anche a me. Lavoro in un’impresa seria, attenta alla sicurezza, ma non posso non pensare a come starebbero i miei cari se subissi un infortunio sul lavoro. Le norme ci sono e vanno rispettate: tutti dovrebbero rispettarle. Ma tante, troppe aziende non lo fanno. Serve più sicurezza! Non mi stancherò mai di dirlo! Ora tutti noi familiari guardiamo con fiducia al processo. Siamo stanchi, andiamo tutti i giorni al cimitero, ma siamo pronti a combattere per avere giustizia! E quando si avvicina l’anniversario della strage sono giorni duri, molto duri. Tutti lo sono, ma quando arriva il 30 agosto è peggio. Vorrei spegnermi e riaccendermi una settimana dopo. È un giorno maledetto il 30 agosto, per me, per la famiglia Laganà e per tutte le alte famiglie coinvolte. E sarà sempre così. Il dolore non passerà mai. Aspetto sempre che mio fratello torni a casa. Non ho mai visto il suo corpo. Abbiamo aspettato un mese per fare il funerale, ma non lo abbiamo più rivisto. Davanti alla sua tomba non abbiamo parole. Cerchiamo risposte, che ancora oggi non abbiamo. Viviamo giorno per giorno e chiediamo una sola cosa: giustizia! Per Kevin e per tutte le vittime sul lavoro. Ogni morte sul lavoro è straziante, la gente deve capire quanto soffriamo: la morte di mio fratello e degli altri ragazzi deve essere da monito per tutti".
La istituzioni
In prima fila, accanto ai sindaci del territorio, numerosi rappresentanti delle istituzioni tra cui il Questore di Torino, Paolo Sirna, i Comandanti Provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, Generali Roberto De Cinti e Carmine Virno, e dirigenti della Prefettura di Torino.
Valentina Cera, in rappresentanza del Consiglio Regionale:
"Oggi, a due anni dalla terribile strage di Brandizzo, sono qui in rappresentanza del Consiglio regionale del Piemonte.In quella notte persero la vita cinque operai: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa.La mia famiglia ha conosciuto, anni fa, il dolore della morte sul lavoro. È una ferita che non si rimargina mai e che, ancora oggi, mi fa guardare con ancora più rabbia al fatto che così poco sia cambiato.Alle famiglie dei 5 operai porto il pensiero affettuoso di tutto il Consiglio regionale. Ma alla loro memoria dobbiamo molto di più delle parole: dobbiamo impegno, giustizia, cambiamento concreto.Nel nostro Paese ogni giorno si registrano oltre tre morti sul lavoro, oltre mille persone ogni anno. È una vera e propria strage silenziosa che non possiamo più considerare “fatalità”.Le istituzioni hanno il dovere di dare risposte concrete: investire davvero in prevenzione e sicurezza, fermare la catena dei subappalti, che spezzetta le responsabilità e mette in pericolo la vita delle persone, rafforzare i controlli, assumendo ispettori in numero sufficiente, pretendere il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza da parte delle aziende.Alle famiglie dei cinque operai di Brandizzo – e a tutte le famiglie colpite da lutti simili – non bastano più parole di circostanza o commemorazioni formali. Si deve loro molto di più: un impegno concreto e costante per garantire che, in Italia, si possa lavorare senza rischiare la vita.La strage non può continuare.Non si può più morire di lavoro".
Non servono nuove carte: servono azioni, tecnologie e controlli. Sistemi di sicurezza elettronici nei cantieri (sul modello Milano–Cortina) che prevengano gli errori e allertino in tempo reale; almeno 20mila ispettori per ispezioni vere; standard obbligatori uguali per tutti lungo la filiera; trasparenza su appalti e subappalti. Tecnologia e verifiche, non burocrazia. La sicurezza deve essere misurabile ogni giorno, non proclamata. Ricordare le vittime è un dovere; ancora di più lo è cambiare perché tragedie così non accadano mai più".
Ieri, durante la conferenza stampa, abbiamo ricordato questi momenti dolorosi, ma oggi, soprattutto, vogliamo fare un appello forte e chiaro: è fondamentale investire sulla sicurezza sul lavoro. È necessario continuare a lavorare insieme, in sinergia, tra associazioni, sindacati, istituzioni e imprenditori per garantire che il lavoro non diventi mai più una condanna ma una fonte di dignità, sviluppo e futuro.
La sicurezza deve diventare un elemento imprescindibile nella cultura del lavoro, e un investimento non solo in termini di risorse economiche, ma anche di impegno umano e sociale. In questo contesto, gli imprenditori devono essere protagonisti di questo cambiamento, affinché l’investimento in sicurezza sia anche un investimento per essere competitivi e all’altezza delle sfide globali.
Ringrazio sinceramente tutti gli organizzatori di questa giornata, in particolare l'Amministrazione Comunale di Brandizzo, che con il loro impegno ci aiutano a mantenere vivo il ricordo e a promuovere un cambiamento positivo. Un ringraziamento speciale va anche a tutti coloro che, ogni giorno, lavorano per rendere il mondo del lavoro un posto più sicuro per tutti".
Il corteo e la messa
Dopo la celebrazione ufficiale davanti alla Stazione di Brandizzo, il corteo ha raggiunto la chiesa parrocchiale per la Santa Messa in onore delle cinque vittime.