la situazione

Trasporti a Chivasso, lo sfogo di Riva Cambrino: “Il 2027 è lontano, gli studenti restano a piedi ora”

L'intervento sulla nuova linea bus per Caselle

Trasporti a Chivasso, lo sfogo di Riva Cambrino: “Il 2027 è lontano, gli studenti restano a piedi ora”

“Chivasso–Caselle, una linea bus per il 2027. E gli studenti di oggi?”. E’ questo il quesito che pone Marco Riva Cambrino dopo che il Comune di Chivasso ha confermato il lancio di un collegamento atteso da decenni: la nuova linea bus diretta Chivasso–Caselle Aeroporto.

Trasporti a Chivasso, lo sfogo di Riva Cambrino: “Il 2027 è lontano, gli studenti restano a piedi ora”

“Mentre si annuncia ciò che verrà, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dire ad alta voce ciò che non funziona adesso. Da anni. Sotto gli occhi di tutti. – Inizia così l’intervento di Marco Riva Cambrino, Socialista –  La tratta verso Caluso è sottodimensionata. Gli alunni crescono, i bus restano gli stessi. I ritardi sono sistematici. I genitori protestano, i sindaci scrivono lettere, le riunioni di zona si tengono con scadenza regolare. E il risultato? Qualche corsa aggiunta, uno spostamento di orario di dieci minuti. Briciole. Nel frattempo, ogni mattina, sono ancora i genitori a portare i figli a scuola perché il bus non c’è, non arriva, non basta. La linea Chivasso–Ivrea viaggia su binario unico. Lo sa chiunque la prenda. I pendolari chiedono il raddoppio da anni — non per capriccio, ma perché senza raddoppio non c’è integrazione nel Servizio Ferroviario Metropolitano, non c’è puntualità, non c’è un servizio degno di questo nome. La risposta della Regione Piemonte è uno “studio per il raddoppio selettivo”. Traduzione: non ora. Forse mai. Nel frattempo, arrangiatevi”.

“Si punta al futuro ignorando il disastro presente”

“E poi c’è il caso dello scuolabus per gli esami: servizio non previsto “dal regolamento”. Come se il regolamento fosse una legge di natura e non una scelta politica. Come se bastasse nascondersi dietro una norma per non rispondere di ciò che si lascia senza soluzione. – Prosegue Riva Cambrino –  Questo è il quadro. Non è una crisi improvvisa: è il risultato di anni di scelte al ribasso, di priorità dichiarate e mai rispettate, di un territorio trattato come periferia — nelle risorse, nella pianificazione, nell’attenzione politica. E allora diciamolo senza giri di parole: annunciare una nuova linea per il 2027 mentre si lascia marcire l’esistente non è programmazione — è distrazione. È la politica dello specchietto: guarda là, domani, lontano, mentre oggi il servizio pubblico continua a non funzionare e i ragazzi di questo territorio continuano a pagarne il prezzo. Il diritto alla mobilità scolastica non è una comodità. È una condizione dell’uguaglianza. Chi non ha l’auto di un genitore disponibile, chi non può permettersi taxi e soluzioni alternative, chi abita fuori dal centro — sconta ogni mattina una disuguaglianza che nessun annuncio futuro cancella. Chiediamo risposte su ciò che esiste. Ora. Non nel 2027″.