Il caso

A Casalborgone raddoppiano le prime: attivate due sezioni

Mentre le pluriclassi avanzano, sono 30 i bambini nati nel 2020 che hanno iniziato nelle scorse settimane la loro carriera da studenti

A Casalborgone raddoppiano le prime: attivate due sezioni

Trenta bambini nella scuola primaria “M. Bazzini” di Casalborgone, divisi in due sezioni: un caso più unico che raro in una regione dove le classi si svuotano e le pluriclassi avanzano.

A Casalborgone raddoppiano le prime: attivate due sezioni

Per la prima volta da che si abbia memoria, la scuola primaria “M. Bazzini” ha formato due sezioni per la classe prima. Ventinove bambini, divisi in gruppi da 14 e 15 alunni, hanno varcato insieme la soglia dell’istituto di Corso Beltramo, parte dell’Istituto Comprensivo di Brusasco. Un numero che in una grande città non farebbe notizia, ma che in un piccolo comune come Casalborgone, e nel panorama scolastico piemontese di quest’anno, rappresenta un’autentica anomalia positiva.

Soddisfatto il sindaco Cavallero

«Per la nostra comunità è un evento davvero incredibile, reso possibile sì da una leva – quella del 2020 – con una natalità significativa, ma anche dalle numerose famiglie che pur abitando nei comuni vicini scelgono Casalborgone per l’educazione dei propri figli» – spiega il sindaco Francesco Cavallero, «segno che gli investimenti che l’amministrazione ha messo in campo negli ultimi anni sulle scuole sono apprezzati e portano ottimi risultati».

Un Piemonte che perde alunni

Il dato locale acquista peso se letto insieme ai numeri che arrivano dal resto della regione. Nell’anno scolastico 2026-2027 il Piemonte conta 478.571 studenti, 7.259 in meno rispetto a dodici mesi fa: una flessione dell’1,5% che si traduce in 126 classi in meno (da 25.133 a 25.007) e in 15 autonomie scolastiche scomparse, scese da 530 a 515. A pagare il conto più salato è proprio la scuola primaria, che dal 2019 a oggi ha perso oltre 28.000 alunni, passando da 171.821 a 143.394 iscritti; la scuola dell’infanzia, nello stesso periodo, ne ha persi più di 11.500. Solo la provincia di Torino, che raccoglie oltre metà della popolazione scolastica regionale, segna quest’anno 241.969 iscritti, l’1,7% in meno rispetto al 2025-2026.

È il calo demografico strutturale del Paese, più che una singola annata negativa, a incidere sui numeri: in sette anni il Piemonte ha perso decine di migliaia di bambini nei primi cicli di istruzione, e l’effetto sta ormai raggiungendo anche le scuole medie. Le conseguenze si vedono soprattutto fuori dalle città, nei territori montani e nelle aree interne, dove mantenere una classe con un numero sufficiente di alunni diventa sempre più difficile. È qui che il fenomeno delle pluriclassi – gruppi che uniscono in una stessa aula bambini di età ed anni scolastici diversi, in modo particolare per garantire la sopravvivenza dei plessi più piccoli – si sta facendo più diffuso.

La scelta di Casalborgone

In questo contesto regionale in contrazione, la scelta di Casalborgone di investire con continuità sulle proprie scuole assume un significato particolare: la scuola primaria è stata oggetto di un importante intervento di riqualificazione negli anni 2020 e 2021, quasi in contemporanea con un analogo intervento della scuola secondaria, e solo pochi giorni fa, il 12 settembre, del nuovo Polo dell’Infanzia di via Croce Pietra da 2,4 milioni di euro, realizzato con i fondi del Pnrr “Scuola Futura”, che ospita il micronido comunale da 24 posti e due sezioni di scuola dell’infanzia, per un totale di circa ottanta bambini da zero a sei anni, con importanti convenzioni con i comuni limitrofi.

L’investimento che stiamo portando avanti – continua il Sindaco – è per creare un sistema paese che incrocia servizi alle famiglie e continuità nella didattica nelle nostre quattro scuole: oggi tutte le scuole sono nuove o riqualificate, e i nuovi edifici si affiancano a politiche di sostegno alle famiglie portate avanti con continuità negli anni, Per una piccola comunità come Casalborgone, quindi, il dato di quest’anno è un segnale che vale la pena raccontare: mentre il Piemonte discute di pluriclassi e di autonomie scolastiche da accorpare, in questo angolo di Basso Monferrato la scuola, semplicemente, cresce.