s'inizia il 5 gennaio

A Chivasso e nei Comuni si respira già aria di Carnevale

A Brandizzo e Crescentino pronti alla presentazione delle maschere

A Chivasso e nei Comuni si respira già aria di Carnevale

Con il nuovo anno si respira già aria di Carnevale nei Comuni del Chivassese e del Vercellese.

Il programma di Chivasso

Quest’anno Chivasso avrà un Carnevale in forma light. Le ristrettezze economiche (legate al mancato contributo che il comune era solito dare) e la conseguente incertezza organizzativa hanno costretto L’Agricola a un gesto doloroso ma necessario: congelare i personaggi già scelti per l’edizione 2026, rimandandone la nomina al 2027. Il 6 gennaio non ci sarà, quindi, come da tradizione la presentazione delle nuove maschere, ma la città sarà comunque animata grazie alla riconferma e al ritorno dei personaggi dello scorso anno. Saranno l’Abbà in carica Enzo Falbo e la sua Bela Tolera Isabella Caruso ad aprire la sfilata per le vie della città, in un gesto che simboleggia la continuità e la resistenza della tradizione. Ad accompagnarli, in un sentito omaggio alla storia chivassese, ci saranno le Bele Tolere e gli Abbà degli anni passati. Il tutto sarà scandito dalle note inconfondibili della Filarmonica, che riporterà il cuore della festa in strada. L’inno del Carnevale tornerà così a svegliare la città nel giorno dell’Epifania.
La sfilata partirà da piazza Carletti alle 10.45 e percorrerà il centro storico.

Ad accompagnare i regnanti lungo le vie del centro, ci sarà il prestigioso seguito istituzionale del Carnevale, composto da:

L’Ordine delle Bele Tolere: le madrine della tradizione che mantengono viva la memoria storica della festa.

Il Magnifico Coro degli Abbà: con i loro canti e la loro solennità.

La Filarmonica “Città di Chivasso”: che con le sue note darà il ritmo e l’atmosfera festosa all’intero evento.

Domani la presentazione a Brandizzo

Domani, lunedì 5 gennaio 2026 presso il Ristorante «La Pineta» di Brandizzo la Pro Loco, come vuole la tradizione, svolgerà la Veglia della Befana. Durante la cena ci sarà la presentazione della 55esima Corte del Carnevale 2026 e saranno svelati quindi i nomi di Bela Cusôtera, Gran Giardiniere, dame e paggetti. La serata come vuole la tradizione sarà accompagnata dalla musica e tanta allegria. Come ogni anno saranno graditi ospiti i personaggi del Carnevale dal 1951 al 2025, Bele Cusôtere e Gran Giardinieri e la Corte 2025 nonché gli ospiti dei paesi limitrofi per fare rete.

 

A Crescentino invece….

Il Carnevale Storico Crescentinese si sta preparando per la sua edizione del 2026 che segnerà il suo 50° anniversario. Un appuntamento speciale e tanto atteso per la manifestazione più antica della Città. Come da tradizione il sipario si alzerà ufficialmente nel giorno dell’Epifania per poi snodarsi con tutta una serie di eventi che culmineranno domenica 8 febbraio col Gran Corso Mascherato con carri allegorici e gruppi mascherati. Al calar della sera del 6 gennaio, dunque, partirà da piazza Caretto la Pifferata a cui oltre ai Birichin guidati da Andrea Bazzano parteciperanno i Pifferi e Tamburi di Baio Dora, la corte uscente, i componenti della Magnifica Confraternita delle Regine Pappette e dei Conti Tizzoni e tutto il popolo del carnevale. Appuntamento alle 17 sotto al grande albero di Natale di piazza Caretto. La passeggiata musicale, dopo aver percorso le principali vie del centro storico, terminerà al Teatro Comunale “Cinico Angelini” dove, alle 18, verranno presentati i personaggi dell’edizione 2026. Una tradizione lunga cinque secoli quella del Carnevale Storico Crescentinese di cui si parla nei preziosi documenti conservati all’Archivio Storico comunale a partire dal 1529. In quell’anno, un signorotto locale, tal Riccardo IV Tizzoni, che da tempo vessava la popolazione con soprusi ed angherie, oltre a nuovi pesanti balzelli, quali la tassa della molitura del grano, la tassa sul sale e la tassa sul transito nelle sue borgate, impose lo “ius primae noctis”, ovvero il diritto della prima notte, elargito agli antenati della Casata dal Serenissimo Imperatore Federico I° di Svevia, detto il Barbarossa, in premio dell’eroismo e coraggio dei Marchesi Tizzoni nella difesa dell’Impero. In base a questo editto, tutte le giovani spose venivano scortate dalle guardie al castello dove erano costrette a trascorrere insieme al Tiranno le ore immediatamente seguenti il matrimonio. Secondo la leggenda, nella notte tra il 14 e 15 febbraio 1529, intanto che il Paese, immerso nel sonno, attendeva di festeggiare gli ultimi giorni di carnevale, la figlia del mugnaio del Mulino Stella, fresca sposa che si trovava a Palazzo, tagliò la testa al Tiranno proprio mentre il popolo iniziava la rivolta richiamato dal suono della campana della torre civica. La giovane sposa venne, quindi, assurta a simbolo di Crescentino col titolo di Regina Papetta. Secondo gli studiosi locali il nome di Papetta le fu attribuito desumendolo dal frutto del mais da cui si ricava la farina per cucinare la polenta. Durante l’appuntamento del 6 gennaio al Teatro Angelini, che sarà introdotto dall’esibizione della Scuola di Danza Moondance diretta da Paolo Cianfoni, verrà anche svelato il manifesto d’autore e sarà consegnata la benemerenza di Ambasciatore del Carnevale che viene riconosciuta annualmente ad un crescentinese che negli anni si sia impegnato per dare lustro alla storica manifestazione. Cresce intanto la curiosità di conoscere le identità di coloro che interpreteranno la Regina Papetta e il Conte Tizzoni del Carnevale Storico Crescentinese 2026, ma per ora dal quartier generale dei Birichin tutto tace e le riserve saranno sciolte solamente il 6 gennaio.