Via Vittorio Lusani a Saluggia non sarà mai più la stessa e la sensazione, per chiunque si trovi a passare in questi giorni nella zona est del capoluogo, è di un autentico smarrimento.
Abbattuta cascina «Gallo Pedrantoni»
Maggio è il mese decisivo, il momento in cui la storia ha ceduto definitivamente il passo al futuro: della Cascina Gallo-Pedrantoni, infatti, non esiste ormai più nulla.
Laddove per decenni hanno resistito i muri di una delle cascine più conosciute del paese, oggi restano soltanto macerie e tra pochissimo uno spazio vuoto che si prepara a diventare prato, un’assenza che ha lasciato molti cittadini letteralmente di stucco.
Lo stupore è palpabile tra i residenti che si sono ritrovati improvvisamente davanti a un orizzonte stravolto. Nonostante l’edificio fosse da tempo segnato dal degrado e da una condizione di pericolosità evidente, vederlo sparire nel giro di pochi giorni sotto i colpi delle ruspe ha generato un impatto emotivo profondo. La Cascina non era solo un immobile fatiscente al civico 63.
Dopo una lunga battaglia
Questo intervento radicale mette finalmente la parola fine a una vicenda burocratica e giudiziaria durata un lustro. Il braccio di ferro tra il Comune e la Soprintendenza, che aveva tentato di tutelare l’edificio con un vincolo di interesse storico, si è concluso solo grazie alla sentenza del TAR del 2025, che ha dato il via libera definitivo all’abbattimento riconoscendo l’infondatezza di un vincolo su un rudere ormai compromesso e imbottito di amianto.
Il volto del parco sta cambiando per sempre, trasformando quello che per anni è stato un simbolo di paralisi e abbandono in un polmone verde di seimila metri quadrati.