E’ mancato Carlo Piccablotto, 83 anni, dopo una lunga malattia. Carlo Piccablotto è stato un architetto molto stimato sia per la sua professionalità che per la sua umanità e ha segnato la storia politica dei primi Anni Ottanta.
Addio a Piccablotto, architetto che amava la politica
Originario di Montanaro, ha però sempre risieduto a Torino; il suo legame profondo con il paese è rimasto costante tanto che è stata sua volontà essere sepolto, lunedì 26 gennaio, nella tomba di famiglia del cimitero di Montanaro.
Nel Comune di Montanaro ha ricoperto ruoli amministrativi per dieci anni. Nel 1975 è stato eletto assessore all’edilizia. Riconfermato nel mandato successivo, ha dovuto poi sostituire l’allora sindaco Luigi Massa, diventando sindaco di Montanaro dal 1981 al 1983. Dal 1983 al 1985, al termine del secondo mandato, ha assunto il ruolo di consigliere comunale. Successivamente, ha continuato a collaborare con il Comune di Montanaro come membro della commissione edilizia.
Il ricordo della moglie
«Mio marito Carlo ha lavorato per il bene del paese con infinita dedizione – è il ricordo della moglie Paola Bonelli – Il suo settore era l’edilizia, ha saputo dare vita ad alcune strutture che sono poi risultate fondamentali per il paese. Ha ristrutturato la biblioteca con lo stile dell’epoca, solido e fruibile, ma anche piazza Donatori di Sangue, vicino alla stazione. E’ stato un lavoro significativo per quegli anni a livello urbanistico. Si è poi occupato della costruzione della struttura per i bambini verso Chivasso, l’allora scuola materna».
Naturalmente, Carlo ha lasciato nel paese non solo segni tangibili nelle costruzioni ma anche un ottimo ricordo nei cuori di chi lo ha conosciuto. «Una persona splendida e cordiale nei rapporti con il prossimo- ricorda il suo amico Luigino– Un’amicizia la nostra nata nell’infanzia e continuata per tutta la vita». Un grande affetto lo legava alla sua famiglia, alla moglie Paola, al figlio Luca con Silvia, alla figlia Sonia con Andrew, e ai nipoti Lisa e Anita.
«Mio marito era un gentiluomo – ricorda Paola – Un uomo che amava le piccole e grandi cose della vita: la lettura, la ricerca, i giri in bicicletta con gli amici. Amava la vita». Questo il pensiero a lui dedicato dalla moglie: «Grazie di aver resistito tanto, nonostante sofferenze e fatica. Tu ci hai regalato le tue tenerezze, la tua ironia, la tua tenacia e la volontà di guardare avanti. Ti abbracciamo ancora mentre vai lontano per sempre».