Il ricordo

Addio al maestro della cucina monferrina

Addio al patron del ristorante Cannon d'Oro di Cocconato, autentico tempio della cucina tradizionale monferrina

Addio al maestro della cucina monferrina

«Oggi non è un gran giorno per la grande famiglia del Bagna Cauda Day, ne per tutti noi di Astigiani: è mancato Paolo Tortia, figura storica della gastronomia astigiana, patron del ristorante Cannon d’Oro di Cocconato. Uomo e cuoco speciale che negli anni ha portato il suo locale ad essere una delle insegne più rinomate e ricercate del territorio.

Grande amico di Bagna, fin dai fasti delle prime edizioni, ad Asti a Palazzo Gazelli, e poi giocando in casa, quale punto di riferimento sicuro per gli amanti della cucina classica piemontese e per il mondo dei bagnacaudisti.

Siamo vicini in questo triste momento ai figli Maria Grazia e Guido, e al genero Silvano, che hanno scelto di non fermare neppure per un giorno quello che per decenni era stata vita per papà. Così il Cannon d’Oro, locale di Bagna della Merla, avrà un motivo in più nei prossimi giorni per riempirsi di profumi e convivialità: ricordare Paolo».

Addio al maestro della cucina Monferrina

Con questo sentito messaggio sulla pagina social di Bagna Cauda Day, viene ricordato Tortia, morto a 90 dopo una vita dedicata ad esaltare e a promuovere la cucina del Monferrato fino a far diventare il Cannon d’Oro di Cocconato un vero e proprio punto di riferimento per la cucina tradizionale. Una vita quella di Tortia legato da un filo dissolubile con il Cannon d’Oro.

La storia del Cannon d’Oro

La storia del Cannon d’Oro affonda le radici nel XIX secolo. Fondato nel 1876 come locanda di ristoro per i forestieri, il locale ha saputo attraversare le epoche diventando un punto di riferimento per l’aristocrazia e il turismo d’élite. Nei primi anni del Novecento, il prestigio del Cannon d’Oro crebbe a tal punto da attirare il Principe Umberto di Savoia. Ancora oggi, i visitatori possono respirare quell’atmosfera regale visitando la «Saletta del Principe» e la «Sala Reale» al primo piano, ambienti che conservano arredi d’epoca e il fascino della storia sabauda. Ma fu Paolo Tortia, nel 1955 insieme alla moglie Franca, a dare una svolta rilevando l’attività dai fratelli Ernesto e Giovanni Petrino.

Paolo non era solo un proprietario, ma un vero e proprio chef autodidatta. La sua formazione è avvenuta «sul campo», osservando i gesti dei grandi maestri che si avvicendavano nelle cucine di Cocconato. Da loro ha appreso i segreti della cucina tradizionale piemontese, trasformandoli in una missione di vita. Oggi, l’eredità di Paolo continua grazie ai figli Maria Grazia e Guido e al genero Silvano. E’ riuscito negli anni a valorizzare la sua attività, ma sopratutto la cucina che è sempre al passo coi tempi conservando la tradizione. Una grande perdita per il territorio, per i suoi grandi valori umani e per la grande impronta che ha lasciato nel mondo della gastronomia del Monferrato.